Termoli 7 febbraio 2025 ore 10,00 c/o Istituto Boccardi.
Nel ringraziarvi Vi preghiamo alla diffusione nonché alla presenza. L’importante momento segna la svolta di un progetto di cooperazione sociale nato a Termoli il 25 gennaio 2025. Di seguito il comunicato stampa e per chi volesse approfondire alleghiamo una piccola cronistoria. Presente Nunzio Marcelli, rappresentato nella foto e ospiti della politica regionale e nazionale, università, sartorie sociali, esperti, Confcooperative Molise, Fondazioni.
“100% Lana Italica”: quando la moda riscopre le proprie radici e cuce insieme sostenibilità, cultura e inclusione.
Termoli promossa capitale del modello Lana 100%.
Il 7 febbraio 2025 a partire dalle ore 10,00 presso la sede dell’Istituto Boccardi Tiberio di Termoli, vi sarà un incontro a cui parteciperanno Slow Fiber con Dario Casalini, l’Università Dannunzio di Chieti con la professoressa Rosanna Gaddi , le sartorie sociali capofila del progetto, il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, Quintino Pallante presidente del Consiglio Regionale del Molise (invitato), l’Assessore Gianluca Cefaratti, i consiglieri regionali Roberto Di Pardo, Stefania Passarelli, Armandino D’Egidio, il sindaco della Città di Termoli Nico Balice, il presidente dell’Anci Molise Gianfranco Paolucci, il presidente della Prov. di Campobasso Pino Puchetti, i sindaci di Bojano, Corfinio, Montenero di Bisaccia, l’on.le Giorgio Lovecchio, esperti della pastorizia quali il pastore dei Parchi Nunzio Marcelli e l’esperto Michele Pesante, i rappresentanti del Parco del Matese Domenico Izzi e Riccardo Terriaca, presenteanche in qualità di presidente di Confcooperative Molise, il presidente del Parco Nazionale del Gargano Raffaele Di Mauro, il dirigente scolastico Valeria Ferra, Remo Di Giandomenio Commissario dell’Azienda di Soggiorno e Turismo del Molise, Enzo Dota, Antonello Matera, Patrizia Santella, Mimmo Maio, assessore città di Campobasso, partner tecnici del progetto, altre istituzioni e simpatizzanti tra i quali i rappresentanti della Federazione Italiana Tradizioni Popolari. L’incontro osserva motivazioni, premesse, progetti.
Nasce a Termoli, il 25 gennaio 2025, la prima rete nazionale delle Sartorie Sociali, un’alleanza di laboratori etici e creativi riuniti per dar vita a un nuovo modello di economia sociale capace di coniugare tradizione manifatturiera, sostenibilità e inclusione. L’obiettivo: restituire alla moda il suo valore umano e culturale, trasformandola da industria del consumo a veicolo di cambiamento. Pochi mesi dopo, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, viene firmato il manifesto “Slow Fashion Italy”, sostenuto da centinaia di Parlamentari, in maniera assolutamente trasversale: un documento che rappresenta una sorta di “costituzione etica” per la moda italiana del futuro.
Il manifesto parla di storie e di mani, di tracciabilità e di dignità, immaginando moda e cultura come due fili intrecciati dello stesso tessuto. Da queste premesse prende forma “100% Lana Italica”, progetto che unisce cultura, artigianato e rispetto per l’ambiente: un percorso che parte dal recupero della lana italiana, oggi perlopiù considerata un rifiuto speciale, per ridarle nuova vita. Ogni anno – ricordano i promotori – oltre 8.700 tonnellate di lana finiscono bruciate o in discarica.
Da quell’immenso spreco, si potrebbero ricavare 15 milioni di metri quadri di tessuto e alimentare una filiera sostenibile capace di generare lavoro e cultura. L’iniziativa affonda le sue radici nella memoria del Sannio e nella tradizione della Transumanza, riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un richiamo alla storia dei Sanniti, custodi di un sapere antico che oggi torna attuale: quello del movimento, del rispetto della natura e del lavoro condiviso.
Il cuore operativo del progetto sarà un laboratorio didattico e manifatturiero, con un innovativo Centro per il lavaggio sostenibile della lana, dove le Sartorie Sociali potranno sperimentare nuove tecniche, creare prodotti artigianali “100% made in Italy” colorati con sostanze naturali e raccontare, attraverso la “tracciabilità narrativa”, non soltanto un capo, ma la storia delle persone e dei territori che lo hanno generato. “100% Lana Italica” non è solo un progetto tessile: è un atto culturale e politico. Un modo per ridare valore ai luoghi marginali, per formare nuove generazioni di artigiani, per rendere giustizia a chi lavora con le mani e con il cuore. È, in fondo, la risposta italiana a una moda che ha perso il senso del tempo e della terra.
Un percorso che parla la lingua dell’Agenda 2030, dell’Economia civile e dell’articolo 41 della Costituzione, ricordandoci che la vera bellezza nasce quando il lavoro non si misura in profitti ma in utilità sociale, rispetto ambientale e dignità umana.
Ufficio stampa Borghi d’Eccellenza





