La Provincia di Campobasso abbatte il mito dell’intoccabilità: linea elettrica realizzata fuori legge, scatta la rimozione
GUGLIONESI, 23 marzo 2026 – Una decisione destinata a fare rumore e a segnare un precedente storico sul territorio: la Provincia di Campobasso ha ordinato la demolizione di un’opera dichiarata di pubblica utilità, accertando che è stata realizzata in palese e grave violazione dell’autorizzazione.
È la prima volta che Comune di Guglionesi, un Ente Pubblico esercita fino in fondo i propri poteri di vigilanza e controllo arrivando a disporre la rimozione forzata di un’infrastruttura energetica.
Il provvedimento riguarda la linea elettrica in media tensione (20 kV) connessa all’impianto fotovoltaico previsto sulla discarica di Guglionesi.
IL PROVVEDIMENTO: SANZIONE E DEMOLIZIONE
Con comunicazione ufficiale del 23 marzo 2026, il Settore Ambiente della Provincia ha reso noto al CTP Antonio DI PASQUALE, denunciante dell’abuso, che a seguito degli accertamenti:
- è stata contestata alla società E-Distribuzione S.p.A. la violazione dell’art. 25, comma 6, del Codice della Strada;
- è stata accertata l’occupazione abusiva di suolo provinciale;
- è stata disposta la sanzione amministrativa;
- ed è stato imposto il ripristino dello stato dei luoghi con demolizione del sostegno n. 17, installato senza titolo sulla particella n. 143 di proprietà dell’Ente.
Un atto chiaro, diretto, inequivocabile.
CADE UN TABÙ: ANCHE LE OPERE “PUBBLICHE” POSSONO ESSERE ABUSIVE
Il provvedimento segna un punto di rottura: non esistono opere intoccabili.
Anche infrastrutture qualificate come “di pubblica utilità” devono rispettare rigorosamente i progetti autorizzati. In caso contrario, diventano a tutti gli effetti opere abusive, soggette a sanzioni e demolizione.
Un principio semplice, ma troppo spesso disatteso.
UNA VICENDA CHE ORA CAMBIA PESO
L’intervento della Provincia conferma in modo ufficiale ciò che era stato già denunciato: la linea elettrica è stata realizzata con scostamenti dal tracciato autorizzato, occupazioni senza titolo e installazioni fuori progetto.
Non si tratta più di ipotesi o contestazioni: un abuso è stato accertato e sanzionato.
E questo apre inevitabilmente la strada alla verifica dell’intero tracciato.
IL SILENZIO DELLA REGIONE MOLISE
Mentre la Provincia agisce, resta invece fermo il livello regionale.
La Regione Molise, che ha rilasciato l’autorizzazione unica nel 2023, non ha ancora adottato provvedimenti complessivi, nonostante le numerose segnalazioni/diffide ad adempiere e la richiesta di variante “in corso non sostanziale” presentata successivamente alla denuncia dell’abuso.
Un ritardo che oggi appare ancora più grave alla luce di un fatto ormai certo: le difformità esistono e sono state riconosciute da un Ente pubblico.
NON UN CASO ISOLATO
La demolizione del sostegno n. 17 rischia di essere solo il primo tassello.
Le verifiche tecniche già depositate evidenziano un quadro ben più ampio fatto di:
- deviazioni del tracciato;
- occupazioni di terreni non autorizzati;
- interferenze con aree vincolate;
- possibili irregolarità diffuse lungo l’intera linea.
ORA SERVONO RISPOSTE
La decisione della Provincia dimostra che intervenire è possibile. Ma solleva una domanda inevitabile:
quanti altri sostegni si trovano nelle stesse condizioni?
Si chiede ora un intervento immediato e coordinato di tutti gli Enti competenti, affinché:
- vengano accertate tutte le difformità;
- siano adottati i provvedimenti repressivi necessari;
- venga ristabilita la legalità sull’intero tracciato.
Perché da oggi un principio è chiaro:
la pubblica utilità non può essere un alibi per violare la legge.
Comunicato stampa a cura di Antonio Di Pasquale





