“Trabucchi a Termoli 1879-2026”, a cura dello scrittore e giornalista Giovanni De Fanis dedicato alla storia dei trabucchi termolesi e al loro ruolo nella costruzione dell’identità marinara della città

Si terrà a Termoli giovedì 18 giugno, alle ore 11,00, presso la sala riunioni dell’Ecclesia Mater di Piazza Sant’Antonio (Palazzo Curia vescovile) la presentazione del volume “Trabucchi a Termoli (1879-2026)”, il nuovo lavoro dello scrittore e giornalista Giovanni De Fanis dedicato alla storia dei trabucchi termolesi e
al loro ruolo nella costruzione dell’identità marinara della città.

Frutto di una lunga ricerca condotta attraverso documenti, fotografie, testimonianze orali e studi specialistici, il libro ricostruisce per la prima volta in modo organico la nascita, la diffusione e l’evoluzione dei trabucchi lungo la costa di Termoli dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, colmando una lacuna nella storiografia locale legata al mare e alle attività della marineria.

Nel corso dell’incontro, oltre ai contenuti del volume, sarà illustrata anche la proposta di intitolare la Passeggiata dei Trabucchi di Termoli a Felice Marinucci (1824-1891), il marinaio termolese che nel 1879 introdusse per primo nella città la pesca con il trabucco, dando origine a una tradizione che avrebbe segnato per oltre un secolo la storia della costa e delle famiglie marinare termolesi. L’iniziativa, sostenuta da una raccolta firme che ha già ottenuto centinaia di adesioni, sarà presentata alla cittadinanza alla presenza dell’ingegnere Paolo
Marinucci, discendente della storica famiglia protagonista dell’introduzione dei trabucchi a Termoli.

L’incontro rappresenterà un’occasione per riflettere sul valore storico, culturale e identitario dei trabucchi, simbolo profondamente radicato nella memoria collettiva e nel paesaggio della città.

Interverranno:
Giovanni De Fanis, autore del volume
Paolo Marinucci

Trabucchi a Termoli (1879-2026) di Giovanni De Fanis

Trabucchi a Termoli (1879-2026)” colma una lacuna della storiografia cittadina, ricostruendo per la prima volta in modo organico la storia dei trabucchi termolesi, delle famiglie che li hanno costruiti e utilizzati e del loro ruolo nell’identità marinara della città. Il volume rappresenta il primo censimento completo dei trabucchi impiantati e
operanti a Termoli dal 1879 ai giorni nostri, degli uomini che vi hanno svolto la propria attività lavorativa e delle vicende che ne hanno accompagnato la presenza lungo il tratto costiero cittadino, sia nel bene, come fonte di reddito per numerose famiglie, sia nel male, con le distruzioni causate dagli eventi atmosferici.

I trabucchi della costa medio-adriatica costituiscono una delle più significative testimonianze dell’intelligenza, dell’intraprendenza e dell’arte marinaresca dei pescatori adriatici. Insieme alle paranze rappresentano uno degli elementi più caratteristici dell’identità marinara di Termoli. La loro presenza sulla costa cittadina
è sempre avvenuta nel rispetto dell’ambiente naturale, integrandosi nel paesaggio al punto da apparirne quasi una naturale estensione. Oggi fanno parte del patrimonio culturale immateriale della città.

Prima di questo lavoro, ad occuparsi specificamente dei trabucchi termolesi era stato soltanto Pietro Cupido di San Vito Chietino che, nel volume “Trabocchi, traboccanti e briganti” del 2003, dedicò loro alcune preziose pagine basate esclusivamente su testimonianze orali. Grazie a quelle prime indicazioni e soprattutto alle ricerche, ai documenti e alle nuove acquisizioni maturate negli ultimi vent’anni, è stato possibile ricostruire in modo ampio e documentato la storia di questo straordinario strumento di pesca.

Particolarmente significativo è il contributo di Luigi Marino, già docente di Restauro presso l’Università di Firenze, e dell’architetto Paola Barone, autori di un ampio saggio dedicato alle tecniche costruttive e ai materiali utilizzati nei trabucchi storici della costa adriatica compresa tra San Vito e il Gargano. Uno studio di grande valore scientifico, frutto di ricerche sul campo condotte negli anni scorsi, che arricchisce e completa il volume.

Di particolare interesse risultano inoltre due documenti inediti: le interviste realizzate all’inizio degli anni Duemila a Felice Marinucci (1912-2005) e Antonio Marinucci (1926-2007), tra gli ultimi storici trabuccari di Termoli.
Il volume è articolato in quattro parti, oltre a un’appendice documentaria. La prima ricostruisce l’ambiente costiero termolese tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, le caratteristiche della pesca col trabucco e la nascita del primo impianto cittadino. La seconda ospita il saggio tecnico-scientifico di Luigi Marino e Paola Barone, corredato da disegni e da un’ampia documentazione fotografica relativa alla costruzione degli ultimi trabucchi termolesi.

Nella terza, la più corposa, si ripercorre in ordine cronologico la storia dei quindici trabucchi censiti lungo la costa termolese, dei loro protagonisti e delle famiglie che vi hanno lavorato, documentandone anche le distruzioni avvenute negli anni Novanta e Duemila e affrontando il tema del loro futuro. La quarta raccoglie le testimonianze dei trabuccari storici, il racconto della ricostruzione del trabucco della Banchinella e una riflessione sul fascino e sulla popolarità che queste macchine da pesca continuano a esercitare ancora oggi, anche su artisti e intellettuali. Completa il volume un ricco apparato iconografico, in larga parte inedito, composto da fotografie storiche, documenti e immagini che accompagnano e illustrano tutte le sezioni dell’opera.

Profilo biografico dell’autore:
Giovanni De Fanis, nato il 25/9/1942 a Termoli, ivi residente. Pensionato FS. Giornalista pubblicista
Attività giornalistica:
“Punta di diamante”, foglio (ciclostilato) della gioventù progressista termolese (1964);
“Il Fischio”, giornale sindacale dei ferrovieri di Alessandria, redattore, (1965-1968);
“Radio Canale 102” (1999);
“Pesca in mare”, giornale edito dalla Soc. coop. Motopesca Termoli, (2000);
“Il Quotidiano del Molise” (2001);
“primonumero.it”, redazione (2002-2007). Dal 2007collaboratore.

Pubblicazioni:

  • Retratte, poesie in vernacolo termolese (2000);
  • ’A Giòstre, poesie in vernacolo di satira politica (2002);
  • Paranze e battelli a Termoli 1900-1950, Uomini, simboli, Colori. Storia della marineria e delle barche a vela da lavoro;
  • Storie termolesi: i fratelli Ruffini (2008), vita e morte di due eroi di guerra;
  • Mò cchiü’, raccolta di proverbi e modi di dire in vernacolo termolese (2010);
  • Salüte da Termoli – poesie in vernacolo (2011);
  • Termoli in camicia nera. Dinamiche urbane nel Molise fascista (2014); Il fascismo a Termoli e nel Molise;
  • Bagni e bagnanti a Termoli . il turismo del mare dalle origini alle vacanze di massa Storia della balneazione a Termoli (2018);
  • A chi appartine? Voci, suoni e immagini di un idioma che cambia. Sonorità ed espressività del dialetto (2012).
    Curatela: Agenda nautica GUIDOTTI (2011).

Comunicato stampa a cura di Giovanni De Fanis

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