In questi giorni si sono susseguiti i comunicati delle OO.SS. sulla firma del contratto collettivo e all’improvviso abbiamo scoperto che gli Assistenti Giudiziari di questo Ministero sono divenuti invisibili.
In nessuna nota divulgata dalle OO.SS. di categoria, infatti, si fa menzione degli Assistenti Giudiziari mentre alcuni organi di stampa ci hanno definito “il gradino più basso dei dipendenti ministeriali”, dimostrando profonda mancanza di conoscenza dello stato dell’arte, forse anche per colpa di qualcuno!
Verrebbe da pensare che il comportamento e il modo di agire garbato e corretto, apprezzato ed evidenziato da tanti, ha lasciato immaginare che questo esercito di 8mila (OTTOMILA!) Assistenti Giudiziari fosse disposto a subire in silenzio e senza reagire.
Ma così non è! Il Comitato, in rappresentanza di una categoria professionale a lungo maltrattata, vuole ribadire a gran voce, a costo di urlare, IL DIRITTO ALLA CARRIERA.
La crescita professionale sarebbe il giusto e meritato riconoscimento per una professionalità maturata nel corso degli anni con il duro lavoro e la disponibilità a formare anche le altre figure professionali.
È appena il caso di ricordare che negli ultimi anni abbiamo assistito alla pubblicazione di bandi di concorso, per qualifiche superiori a quella di Assistente Giudiziario, senza la prevista riserva dei posti, garantita negli altri ministeri e più in generale nella P.A.
Con la forza degli 8.000 (ottomila!) lavoratori inquadrati nella qualifica professionale degli Assistenti Giudiziari, il Comitato lancia un appello quasi disperato per vedere riconosciuto un diritto, sin qui negato, evidentemente anche per colpa di chi oggi ci ignora ma magari cambierebbe atteggiamento dinanzi ad ottomila tessere.
Il “Comitato Assistenti Giudiziari – Uniti si vince” non vuole fare la guerra a nessuna delle altre professionalità di questo Ministero, come invece sta avvenendo da parte di alcune. Rivendica, tuttavia, il diritto alla progressione professionale e ambisce legittimamente al passaggio in Terza Area.
Se la porta di ingresso all’area superiore, tuttavia, viene lasciata socchiusa, ovvero vengono resi disponibili solo una manciata di posti e neanche tutti per gli Assistenti Giudiziari, si perpetrerà l’ennesima ingiustizia nei confronti di questa categoria professionale.
COMITATO ASSISTENTI GIUDIZIARI – UNITI SI VINCE
L’unificazione dei profili di assistente giudiziario e cancelliere esperto è solo un punto di partenza, alla luce dell’espletamento delle medesime attività sin dal 2010, nonché un semplice inutile palliativo per curare le ferite provocate negli anni dal mancato riconoscimento del diritto alla carriera.
Su questo aspetto, per molti ormai acclarato, si scopre che non c’è unità di intenti, con tentativi subdoli e meschini di mischiare le carte in tavola, con sindacalisti che dichiarano “non ci opporremo all’unificazione”.
E perché mai ci si dovrebbe opporre a qualcosa che riconosce un diritto, sin qui calpestato, di una parte di lavoratori? Queste parole lasciano sconcertati se si considera che la proposta dell’Amministrazione prevede una siffatta unificazione.
Non si è mai visto un sindacato rifiutare un’offerta della P.A. che porta un profilo professionale ad ottenere il riconoscimento di mansioni da sempre espletate (sin dal 2010)! È evidente che il mancato accorpamento delle figure professionali di assistente giudiziario e cancelliere esperto determinerebbe un pregiudizio per il passaggio in Terza Area della categoria rappresentata da questo Comitato. A questo punto a pensar
male si fa peccato!
Un tale vergognoso atteggiamento evidentemente lascia immaginare, a ragion veduta, trame nascoste ordite ai danni degli Assistenti Giudiziari per favorire altre categorie.
Risulta poi sconcertante leggere bozze di proposte sindacali in cui gli Assistenti Giudiziari vengono collocati allo stesso tempo in Seconda e Terza Area: forse vista l’importanza dei predetti si chiede una duplicazione?
Ovviamente questa è solo una provocazione che, tuttavia, vuole rivelare fino in fondo la frustrazione e la rabbia che si avverte e lascia emergere la poca considerazione di taluni sindacati nei confronti degli assistenti giudiziari.
Andando oltre quello che dovrebbe essere pacifico, ovvero l’unificazione dei profili professionali, il punto nodale della vertenza e della battaglia che si chiede alle OO.SS. (a quelle non ostili e che vogliono tutelare TUTTI!) di portare avanti è l’ampliamento della Terza Area.
Solo così, con il passaggio all’area superiore, sarà possibile permettere a tutti gli Assistenti Giudiziari di vedere legittimamente soddisfatto il diritto alla carriera.
Prima di procedere a nuove assunzioni, che andrebbero ad erodere le disponibilità di posti, si dia soddisfazione alle sin qui mortificate aspirazioni degli Assistenti Giudiziari, mediante una programmazione seria e concreta, di transitare all’area successiva. La P.A. dovrà necessariamente tenere conto dei pensionamenti che si materializzeranno
già nel 2024 e negli anni a venire e, conseguentemente, mettere in essere ogni iniziativa, anche con provvedimenti ad hoc, per far sì che alla data del 30/6/2026 sia garantito il passaggio di tutti gli Assistenti Giudiziari in Terza Area.
Il “Comitato degli Assistenti Giudiziari – Uniti si vince” si rivolge anche alla Parte Pubblica e ai Vertici Ministeriali che non possono non comprendere il ruolo nevralgico svolto da questa figura professionale né disconoscere il rivendicato diritto alla carriera.
Richiede, altresì, un intervento straordinario del Presidente del Consiglio, on. Giorgia Meloni, e di tutto il Governo perché, come è nei loro poteri, impediscano l’ennesima e definitiva ingiustizia ai danni di questa categoria di lavoratori.
È appena il caso di ricordare che gli Assistenti Giudiziari vantano un’anzianità di servizio di gran lunga maggiore rispetto agli altri profili del Ministero della Giustizia, con una forbice che va dai 5 agli oltre 30 anni.
Il Comitato reputa sia innegabile che negli altri comparti della P.A. nessuna unità di personale con siffatta anzianità di servizio è rimasta nella qualifica professionale per così tanto tempo, come invece è successo agli Assistenti Giudiziari. Sottolinea, altresì, l’importanza di dare il necessario ed indispensabile peso al criterio dell’anzianità, anche e soprattutto alla luce di rivendicazioni avanzate da altri profili professionali con poco più di due anni di anzianità nell’Amministrazione.
Nel corso delle riunioni tenute online con i rappresentanti delle OO.SS. è deflagrata la frustrazione degli Assistenti Giudiziari che hanno partecipato massivamente richiedendo in maniera diretta e decisa il riconoscimento del diritto alla carriera con i due passaggi fondamentali innanzi esplicitati.
In queste ore, pertanto, gli aderenti al Comitato stanno definendo le modalità per dare vita ad uno stato di agitazione permanente e che si interromperà solo ed esclusivamente quando verrà riconosciuto il diritto alla carriera degli Assistenti Giudiziari.
Dalla discussione interna al “Comitato degli Assistenti Giudiziari – Uniti si vince” è emersa un’unità di intenti probabilmente senza precedenti nella storia di questo Ministero e sicuramente quanto accadrà nei prossimi giorni condizionerà le scelte degli Assistenti Giudiziari in occasione delle prossime elezioni delle RSU… A buon intenditor poche parole!
“Comitato Assistenti Giudiziari – Uniti si vince”
assistenti.giudiziari@gmail.com





