Si intitola «Ambra» la nuova canzone di Giovanni Petta che si può ascoltare da oggi su tutte le piattaforme di distribuzione digitale.
L’ultimo lavoro discografico del nostro cantautore era stato «Il bivio di Sessano», un lavoro di descrizione del Novecento molisano e meridionale, scritto con Carlo Fantini e realizzato con musicisti del valore di Ellade Bandini. L’anticipazione di qualche mese fa, «Groenlandia», aveva lasciato immaginare un album – quello che uscirà prossimamente – di canzoni di impegno civile. Invece? Una canzone d’amore?
“Certo: ‘Ambra’ è una canzone d’amore – dice Petta – ma a suo modo anche ‘Groenlandia’ lo era. E, al contrario, anche ‘Ambra’ può essere una canzone di impegno civile. Racconto una donna autonoma ma che non ha alcuna voglia di diventare ‘maschio’ per emanciparsi. Non vuole mettere i pantaloni e urlare come la Meloni o la Von der Leyen per emanciparsi. Vuole essere persona, riconosciuta tale senza essere costretta a ‘machizzarsi’. Quanto sarebbe diverso un mondo di donne come Ambra! Persino le questioni relative all’Ucraina e al Medioriente sarebbero diverse”.
L’album – prodotto da Matteo Passarelli per Brick House Records – uscirà ai primi di dicembre. Si intitolerà «Gli strumenti migliori» e sarà – dice ancora Petta – “un catalogo di rese poetiche, proprio nel senso dell’arrendersi. Una restituzione poetica della decadenza che viviamo… un sentire simile a quello di chi viveva alla fine dell’Impero Romano d’Occidente, almeno come lo immagino io. Ma ho salvato tanti frammenti di bellezza. Che ci sono. E io li ho visti e cantati”.
Comunicato stampa del 06-10-25






