Festival del Sarà, chiusa l’undicesima edizione: un anno, cinque tappe, confronto su geopolitica, tecnologia, energia

Antonello Barone, ideatore del Festival: “Cinque città con una domanda sola: chi detiene la supremazia nel tempo presente e a quale prezzo. Ogni tappa ha aggiunto un tassello e ogni tassello ha confermato la stessa inquietante risposta: siamo in un’epoca in cui il multilateralismo e il diritto internazionale sono in crisi profonda”


Con la tre giorni a Termoli, dal 17 al 19 luglio, chiusa l’undicesima edizione del Festival del Sarà, appuntamento ideato da Antonello Barone e dedicato a geopolitica, tecnologia, energia.

“Il Festival del Sarà per un anno intero ha attraversato l’Italia: cinque città con una domanda sola: chi detiene la supremazia nel tempo presente e a quale prezzo – nelle parole dello stesso Antonello Barone -. Bergamo, Roma, Torino, Bologna, Termoli. Ogni tappa ha aggiunto un tassello e ogni tassello ha confermato la stessa inquietante risposta: siamo in un’epoca in cui il multilateralismo e il diritto internazionale sono in crisi profonda, in cui la tecnologia e l’energia sono diventate le nuove armi degli Stati e in cui la guerra, la parola più oscena del vocabolario umano e l’elemento più insostenibile dell’esperienza civile, è tornata a occupare la nostra quotidianità come se ottant’anni di pace europea fossero stati un incidente della storia, non una conquista da difendere”.


Il Festival del Sarà, dunque, nasce a Termoli e a Termoli ha concluso il viaggio della sua undicesima edizione. Non per chiudersi, ma per riconsegnare ai cittadini quello che il Festival ha costruito altrove: una piattaforma dove istituzioni, impresa, accademia e società civile ragionano insieme ad alta voce sul futuro.

“Abbiamo avuto il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito – prosegue Antonello Barone -. il direttore della Biennale Tecnologia, politologi di Sciences Po, filosofi da Università straniere, il direttore di Repubblica, imprenditori dell’AI, esperti di space economy e di difesa industriale. Tutti qui, in questa piazza”.

“Ho avviato questa edizione chiedendomi se fosse ancora possibile immaginare uno sviluppo sostenibile in un mondo che torna a pensare in termini di supremazia militare ed economica – conclude Barone -. La risposta che ho condiviso con il pubblico del Festival da queste tre serate è parziale e provvisoria, come ogni risposta onesta deve essere: sì, è possibile, ma solo a condizione che l’Europa smetta di essere spettatrice e torni a essere protagonista: con la propria AI, con la propria industria della difesa, con la propria capacità di tradurre in autonomia strategica tutto quello che sa fare meglio degli altri. Solo l’empatia, in fondo, può piegare la supremazia. E il Festival del Sarà è ogni anno, da undici edizioni, il tentativo ostinato di dimostrarlo”.

Appuntamento promosso dalla Camera di Commercio del Molise, in collaborazione con Biennale Tecnologia del Politecnico di Torino e il CIID – Copenhagen Institute of Interaction Design. Il celebre artista italiano Maurizio Cattelan ha concesso l’utilizzo della riproduzione visiva della sua iconica opera d’arte L.O.V.E. – Libertà, Odio, Vendetta, Eternità -, comunemente nota come Il Dito, per il concept grafico dell’XI edizione del Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro.

A2A e Prestiter sono i Main Partner dell’evento, mentre Fondazione Veronesi entra tra i compagni di viaggio del Festival del Sarà come Charity Partner grazie a OPI Molise che ha “donato” i propri spazi di promozione e visibilità alla Fondazione Veronesi.  Foto: Antonello Barone con uno degli ospiti del Festival, il Generale Carmine Masiello Immagini del Festival

Ufficio stampa 

Alessandro Ricci

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