Domenica 8 marzo alle ore 10,30 presso la sede dell’Arci Francesco Jovine, verrà presentata la mostra che riproduce il “Calen-Diario 2026” realizzato dall’A.N.M. sulle “madri Costituenti” che parteciparono attivamente all’elaborazione del testo Costituzionale. Partecipano all’incontro oltre ai rappresentanti Istituzionali e sociali del territorio, Antonio D’Ambrosio storico e ricercatore.
Ottanta anni fa le donne votarono per la prima volta in Italia
Caduto il fascismo il Governo Bonomi emanò il Decreto che estese il diritto di voto alle donne e, successivamente, il diritto di “eleggibilità passiva” per le stesse (la possibilità cioè di essere elette). Il 10 marzo del 1946, in occasione delle elezioni amministrative e, soprattutto, il 2 giugno 1946, in occasione del referendum istituzionale e dell’elezione dell’Assemblea Costituente, le donne votarono e, per la prima volta, furono “elette”.
Ventuno furono le donne elette in seno all’Assemblea Costituente. Ventuno donne che riuscirono a far sentire la loro voce nella elaborazione del testo Costituzionale che sanciva principi fondamentali di parità e uguaglianza tra uomo e donna.
Principi fondamentali che, attraverso una serie di leggi storiche nei decenni successivi, si tradussero in diritti concreti. Ma … tornando ad oggi, nei primi 10 mesi del 2025, 85 donne (dati Eures) sono state uccise, nell’80% dei casi, da colui che diceva di amarle. Ad una violenza che uccide si unisce una violenza che ferisce: una violenza spesso legata a situazioni di forte degrado sociale e culturale. Non basta indignarsi o chiedere di inasprire le pene (che in alcuni casi può essere giustificato).
Occorre, come da più parti richiesto, investire su scuola, servizi sociali e cultura; occorre ricostruire “reti” sociali con le quali riscoprire l’educazione alla relazione ed ai sentimenti per arginare queste forme di violenza e, nel contempo, costruire una società maggiormente inclusiva.
Tornare alla Costituzione e alle straordinarie storie delle “madri Costituenti”, può avere, quindi, un significato particolare: può aiutarci a comprendere l’importanza di un “impegno” politico e civile che, nel dare “senso” alla vita, costituisce il principale antidoto all’indifferenza e alla rassegnazione; può aiutarci a riscoprire, in una società intenta a perseguire esclusivamente alla massimizzazione del profitto, quella dimensione sociale dello sviluppo (art.41 della Costituzione) che dà “senso” all’agire umano e che soddisfa il suo bisogno di “beni relazionali” che “lega” la nostra felicità a quella degli “altri”.
Tornare alla Costituzione, infine, può aiutarci a celebrare, nel miglior modo, l’80 anniversario della Repubblica Italiana all’interno del quale, come sottolineato dal presidente Mattarella, il voto alle donne riveste un particolare valore.
Ufficio stampa Borghi d’Eccellenza





