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Il parco comunale ha una speranza: si chiama Ezio Varrassi

Era il 2013, quando Ezio Varrassi iniziò a realizzare i primi video satirici sulle mancanze della città dal parco comunale di Termoli. Sette anni sono passati, tra degrado, atti vandalici, covi di siringhe di tutto di più! L’attivista termolese non si è mai dato per vinto, è stato sempre il primo e da come si sono messe le cose, sarà l’ultimo a mollare, fino a quando la villa comunale tornerà viva e ad essere il più importante punto di riferimento socio/culturale, sportivo e didattico della regione Molise, della presente e della futura generazione. Un sogno che fu proposto dall’associazione Termoli Wild alla vecchia amministrazione comunale, presentando una proposta di progetto sostenibile, che avrebbe trasformato la villa comunale di Termoli, in un centro didattico, sportivo e culturale tra i più importanti D’Italia. Che fine ha fatto quella proposta? Forse era una proposta troppo onesta, priva di cemento ed interessi commerciali… tutto ha un limite, passano gli anni ed Ezio Varrassi non sembra perdere un colpo anzi… più passa il tempo, più acquista forza, coraggio e determinazione, spinto dai cittadini, sembra aver raggiunto un livello talmente elevato, da staccarsi dalla realtà e da tutto quello che accade intorno a se! Il coronavirus sembra aver liberato un animale feroce, pronto a lottare per il bene comune fino all’ultima goccia di sangue. Ieri da semplice cittadino, ha iniziato un percorso che potrebbe cambiare per sempre il volto del parco comunale!

Ezio Varrassi: “mio nonno mi dice sempre…Ezio ricordati una cosa, una delle più importanti della vita…che il volere è il potere… solo i pazzi ed i folli hanno cambiato la storia ed il destino del mondo… tu sei un folle! Continua ad inseguire i tuoi sogni costi quel che costi.. questa è stata l’ultima cosa che mi disse prima di morire di tumore, di leucemia fulminate… da quel giorno qualcosa dentro di me si è accesa e so che dall’alto del cielo mio nonno è felice che sto seguendo alla lettera le sue ultime parole prima di morire. Che sono un folle è vero, sono nato in mezzo alla strada e sono abituato a sopravvivere a differenza di chi è nato con la camicia. Continuerò a lottare come un pugile fino a quando le cose cambieranno per sempre! Oggi non ho più nulla da perdere, le ultime catene me le ha spezzate quest’ultima pandemia che sta continuando a bastonare l’uomo, il vero virus del pianeta terra. Tutto quello che scrivo lo penso veramente e siccome nessuno mi da voce e non ha il coraggio di intervistarmi, almeno fino ad oggi, continuerò a renderlo di pubblico dominio. Ho bisogno di un sostegno economico da parte di privati, imprenditori e di tutti coloro che sognano il parco comunale bello, come lo era un tempo.. spero che qualcuno si faccia avanti.. al contrario andrò avanti da solo!”

Di Ezio Varrassi