La rete delle sartorie sociali si presenta in Parlamento. Folta delegazione molisana

La storia a volte ti segue per poter tramutare i desideri e le azioni in fatti, e scommettere in nuove sfide che
hanno avuto l’ispirazione da sogni mai del tutto svaniti al risveglio. Il 25 gennaio 2025 a Termoli nasce la
rete nazionale delle sartorie sociali con l’auspicio di gradualizzare un percorso di crescita, sia in termini
lavorativi, quindi economici che sociali. L’interesse diventa subito alto e condiviso. La politica fa i primi passi
e chiama a sé i vertici della Rete che immediatamente si attivano per favorire l’incontro. Ministri,
sottosegretari, parlamentari, sindaci, presidenti di Regioni, assessori, tutti pronti all’ascolto per capire come
incidere normativamente alla ventata di novità, alla forza dirompente di un progetto che piace a tutti. Il 24
aprile 2025 la sartoria sociale “Altre Mani” di Sesto Fiorentino, ospita un incontro che alla base pone il
concetto di economia civile, la condizione dei lavoratori del settore in termini di sfruttamento e sicurezza, la
necessità di condizionare il presente per un futuro decisamente oltre la crisi. Subito dopo, dopo tanto
rumore, il parlamento chiama e la rete risponde. Risponde proponendo alla politica un manifesto che apre
le porte a una visione decisamente solidaristica, avanguardista, politicamente forte. La trasversalità della
chiamata è decisamente cosa buona e giusta e l’8 maggio 2025, presso la sala stampa della Camera dei
Deputati, il dado diventa tratto e la politica sottoscrive il manifesto. Roma aspetta la fumata bianca che
annuncia l’Habemus Papam, ma già dalla mattina le campane suonano a festa. Si è scritta una pagina di
storia che viene conclamata dalla presenza di numerosi parlamentari, assessori regionali, sindaci, in prima
Linea Giorgio Lovecchio quale vice presidente della commissione Finanze, Costanzo Della Porta senatore
molisano, Franco Manes, che nel suo curriculum si evince l’interesse particolare per le sartorie sociali,
Giuseppe Castiglione già sottosegretario all’agricoltura, Gianluca Cefaratti assessore della Regione Molise,
Daniele Saia sindaco di Agnone nonché presidente della provincia di Isernia, Vincenzo Scotti già ministro
degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Nota di colore ma di assoluto spessore la missiva di
Stefania Craxi nel ricordare lo stile jeans di un Bettino che disegnò il cambiamento nell’outfit, seguita dal
messaggio del ministro del lavoro Marina Elvira Calderone, del mondo della Chiesa e del lavoro. Una sala
stampa stracolma che ha visto protagonisti le sartorie sociali, la Fondazione Banco Napoli, Fismo
Confesercenti, Confartigianato, Cassa Medio Credito, Università la Cattolica, il Cnel, Confcooperative Molise
con a capo Riccardo Terriaca, Il Consorzio di rete CiBiMolisani con il suo presidente Dionisio Cofelice,
E.N.Bi.Form Ente di formazione professionale con il suo rappresentante Antonello Matera in
rappresentanza anche di Fondo Conoscenza, l’Ente di Formazione Scuola e Lavoro di Termoli, dove tutto
ebbe inizio, e tanti altri sottoscrittori della Rete. Ogni intervento ha apportato metodo e concretezza di
compartecipazione al progetto. Appassionate le dichiarazioni di Giorgio Lovecchio che da subito ha sposato
il progetto portandolo sino in parlamento, dell’Assessore Gianluca Cefaratti che nel dare il proprio placet al
manifesto ha garantito continuità e partecipazione attiva da parte della Regione Molise, dettando
condizioni di verifica condivisibili, del Presidente della Provincia di Isernia Daniele Saia che ha ricordato i
tempi d’oro per il tessile d’autore made in Molise. Un’attenzione significativa merita l’intervento di
Vincenzo Scotti che ha ricordato la nascita della sartoria sociale “Fatto@a Scampia” e la caparbietà delle
piccole entità geografiche, qual è il Molise che oggi è modello di progettazione, programmazione,
aggregazione, socialità e espressione della rete. La firma del manifesto ha dato il via a un applauso
spontaneo e sicuramente di rumoroso plauso. In sintesi il manifesto nel chiedere attenzione propone a) lo
sviluppo di nuovi “prototipi” di iniziative di “Economia Sociale”, sperimentazione di strategie commerciali
e di marketing con le quali comunicare, all’interno di un indirizzo teso a valorizzare l’economia di
prossimità, il “saper fare” sostenibile e inclusivo che caratterizza le Sartorie Sociali; b) la valorizzazione
delle Sartorie Sociali come “luogo” di “formazione, lavoro e inclusione sociale” capace di favorire il
trasferimento generazionale di quelle competenze creative e manifatturiere che hanno contribuito al
successo del “made in Italy” e, nel contempo, dare nuovo valore al capitale umano marginalizzato
dall’attuale crisi; c) il “farsi portavoce” di quel necessario cambiamento nel settore moda teso a renderlo
maggiormente sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale; d) garantire la partecipazione, o
supportare progetti che dell’etica e del sociale hanno come oggetto primario il reinserimento di persone
svantaggiate, siano attenti alla sostenibilità, fungano da volano all’imprenditoria che alla base del profitto
abbiano una visione di “Economia Sociale”; Contestualmente
a) Coordinare e sviluppare forme di partenariato produttivo e commerciale, in seno alla “rete”, tra le
Sartorie Sociali e lo stesso partenariato progettuale coinvolto nella “rete” attraverso le quali, da un lato, creare nuove opportunità di lavoro inclusivo e sostenibile e, dall’altro, favorire una evoluzione del modello
organizzativo delle stesse Sartorie Sociali. b) Favorire l’attivazione di nuovi percorsi di “formazione, lavoro e
inclusione sociale” finalizzata al (re)inserimento nel mondo del lavoro dei soggetti fragili o di quei saperi
manifatturieri marginalizzati dall’attuale crisi. c) Definire modelli collaborativi, innovativi e trasferibili, tra
le Sartorie Sociali e le imprese della distribuzione al dettaglio di articoli di abbigliamento capaci di
intercettare, all’interno di una comune strategia tesa a valorizzare l’economia di prossimità, quella
crescente fascia di consumatori attenta alle caratteristiche etiche dei “capi” ed alla loro sostenibilità. d)
Divulgare il carattere innovativo e sperimentale dell’iniziativa, promuovendo, allo scopo, “incontri
formativi” sul tema del consumo e produzioni responsabili e su quella dimensione sociale dell’iniziativa
economica che anima il paradigma dell’Economia Civile, la nostra Costituzione e l’Agenda 2030. e)
Promuovere l’attività della “rete” nei diversi territori con l’obiettivo di stimolare l’adesione, la condivisione
e la consapevolezza sull’importanza di “fare rete”, in ogni campo e settore che sposi l’Etica della
partecipazione attiva con modelli collaborativi, trasferibili e condivisibili. Il manifesto è stato esposto da
Giorgio Gagliardi, coordinatore della Rete, la moderazione ha visto la cura di Maurizio Varriano quale
presidente. Il dado è tratto e il Molise finalmente ne esce consapevolmente traghettatore di idee.

Comunicato stampa del 07-05-2025

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