L’inganno delle controdeduzioni: la verità sui motivi per i quali l’autorizzazione dell’impianto eolico “Wind Farm Guglionesi” va negata immediatamente

Negli ultimi mesi, la società Cubico Daniel S.r.l. ha tentato di convincere l’opinione pubblica e le autorità competenti che il progetto di un grande impianto eolico nel territorio di Guglionesi sia compatibile con il rispetto delle normative e con la tutela ambientale e paesaggistica. Tuttavia, un’analisi critica delle proprie controdeduzioni rivela che l’azienda, come molte altre, si limita a sostenere ipotesi ottimistiche e a minimizzare le criticità già evidenziate dallo studio tecnico DI PASQUALE, senza offrire soluzioni concrete e realizzabili che possano mitigare i danni già accertati.

  1. Le ombre in movimento: una falsa rassicurazione sulla loro entità e durata

Cubico afferma che “i valori di esposizione alle ombre in movimento non superano i limiti considerati critici dalla giurisprudenza e dalla letteratura scientifica” citando valori di durata delle ombre di massimo 1 ora e 47 minuti e un’esposizione annua di poche ore.. Tuttavia, questa affermazione si basa su dati parziali e interpretazioni superficiali. La realtà dei fatti è che le analisi tecniche, condotte con software specializzati, dimostrano che le ombre generate dagli aerogeneratori, anche a distanza di oltre 2 km dalle abitazioni, possono comunque risultare disturbanti, considerando le caratteristiche del territorio e le condizioni climatiche. La semplice quantificazione numerica delle ore di esposizione non tiene conto dell’effettiva percezione soggettiva e dei possibili effetti sulla salute, né delle modalità di distribuzione temporale che possono accentuare i disturbi, specialmente in presenza di fenomeni di accumulo e di esposizione ripetuta. La società, quindi, si limita a minimizzare, senza proporre soluzioni di mitigazione efficaci e definitive, lasciando aperto il rischio di disturbi cronici e di impatti sulla qualità della vita.

  1. Rumore: una difesa che non tiene conto delle reali condizioni locali

Cubico sostiene che “le emissioni sonore rispettano i limiti di legge”, ma omette di evidenziare che, nel territorio di Guglionesi, non essendo ad oggi stata ancora eseguita una classificazione acustica ai sensi del D.P.C.M. 14/11/1997, le aziende hanno la possibilità di applicare norme meno restrittive (art. 6 del D.P.C.M. 1 marzo 1991). La modellazione acustica, inoltre, si basa su dati teorici e non su verifiche reali in sito, che potrebbero evidenziare superamenti dei limiti, specialmente considerando la grande potenza degli impianti e la vicinanza di alcune abitazioni. La società si limita a garantire che “eventuali verifiche successive saranno fatte”, senza proporre misure di mitigazione preventive, lasciando quindi il rischio di danni alla salute pubblica e di disturbi del sonno, già ampiamente documentati da studi scientifici autorevoli.

  1. La fallace argomentazione sulla salute: la letteratura scientifica più recente smentisce le affermazioni

Cubico afferma che “la letteratura scientifica più recente non ha dimostrato in modo chiaro un nesso causale tra rumore e gravi disturbi di salute”. Questa affermazione è fuorviante e contraddice le evidenze scientifiche più aggiornate e rigorose. Studi come quello di Nina Pierpont e le revisioni di Health Canada, pubblicate su riviste internazionali, dimostrano che l’esposizione al rumore e agli infrasuoni delle turbine può causare disturbi del sonno, problemi cardiovascolari, alterazioni neurocognitive e danni alla fauna. La società, invece di proporre soluzioni di mitigazione, si limita a sostenere che “non vi sono evidenze sufficienti”, ignorando le evidenze scientifiche che indicano chiaramente i rischi. La mancata adozione di misure preventive e di monitoraggio serio rappresenta un grave errore e un rischio per la salute pubblica.

  1. La posizione degli aerogeneratori in “zona rossa”: un rischio reale e non mitigabile

Cubico sostiene che “la zona rossa costituisce una prima indicazione generale e non vincolante”, ma questa è una semplificazione che maschera la reale gravità della situazione. Le mappe di sensibilità indicano che gli aerogeneratori WTG9 e WTG10 sono collocati in aree ad altissimo rischio di collisione e di impatti sull’avifauna, mettendo a rischio specie tutelate e rotte migratorie. La società si limita a parlare di “azioni di mitigazione”, come dispositivi anticollisione e monitoraggi continui, senza mai garantire che tali misure siano realmente efficaci o che possano eliminare i rischi. La realtà è che, in assenza di soluzioni tecniche definitive e di un’accurata analisi di impatto cumulativo, il posizionamento in queste aree rappresenta un rischio concreto e non più rimediabile.

  1. La saturazione del territorio e l’assenza di soluzioni alternative

Cubico afferma che “l’attuale contesto ambientale e paesaggistico non risulta saturato”, ma questa è una falsa percezione, poiché la presenza di oltre 62 pale eoliche in un raggio di 4 km, appartenenti a progetti ancora in fase di autorizzazione, insieme ad altri detrattori ambientali quali impianti fotovoltaici e linee elettriche in altissima tensione, rende evidente che il territorio è già fortemente compromesso. La società, invece di proporre soluzioni alternative, si limita a dichiarare che “le analisi di impatto cumulativo sono in corso di aggiornamento”, lasciando così aperto il rischio di ulteriori danni e di un depauperamento irreversibile del paesaggio.

  1. Valutazione economica e deprezzamento dei terreni

L’azienda sostiene che “le stime di deprezzamento sono preliminari e soggette a variabili di mercato”, e che “gli effetti negativi devono essere bilanciati con i benefici”. Ma questa è una mera giustificazione, che non affronta il grave problema ed il fatto che il territorio di Guglionesi, con il suo paesaggio agrario e storico, rischia di essere irreparabilmente compromesso senza che siano state realmente prospettate soluzioni di compensazione o mitigazione. Inoltre, più impianti saranno autorizzati, maggiore sarà il danno da deprezzamento che subiranno i proprietari degli immobili direttamente o indirettamente coinvolti, con ripercussioni anche sulle finanze pubbliche e conseguente danno erariale a discapito dell’intera collettività di Guglionesi.

  1. La mancanza di soluzioni di prevenzione e la superficialità delle controdeduzioni

L’aspetto più grave è che Cubico, nel tentativo di rassicurare, si limita a dichiarare che “in relazione ad eventuali verifiche future in fase di esercizio, in caso di violazioni di norme saranno adottate eventuali imprecisate soluzioni”, ma non propone alcuna reale strategia di mitigazione che possa garantire la tutela del territorio e della salute pubblica nella presente fase di autorizzazione. L’assenza di un’analisi approfondita delle interferenze con altri impianti e infrastrutture, dimostrano che l’azienda non ha alcuna intenzione di affrontare seriamente le criticità, ma si limita a “giocare” con i dati e le normative, lasciando il territorio e i cittadini nelle mani di rischi e danni certi.

In conclusione, le controdeduzioni di Cubico confermano, senza alcuna soluzione, le criticità già evidenziate dallo studio DI PASQUALE e sono un esempio lampante di come le aziende, di fronte alle criticità evidenziate, preferiscano adottare un atteggiamento di negazione e di minimizzazione, senza mai proporre soluzioni concrete e tempestive. La realtà dei fatti è che il territorio di Guglionesi è già gravemente compromesso da numerosi progetti in fase di autorizzazione, e l’installazione di un impianto eolico di tale portata rappresenta un rischio troppo elevato per la salute, l’ambiente e il paesaggio. La corretta procedura di autorizzazione avrebbe dovuto prevedere, prima di tutto, soluzioni prospettiche e misure di mitigazione efficaci, che oggi risultano assenti. È quindi imprescindibile che l’Amministrazione Locale, che non ha presentato osservazioni né ha adottato strumenti di pianificazione acustica, si opponga fermamente a questa proposta, tutelando il territorio e i cittadini. Solo così si potrà evitare di sacrificare un patrimonio ambientale e culturale prezioso, a favore di interessi economici che, come dimostrano le analisi, sono tutt’altro che garantiti. La tutela del territorio di Guglionesi non può essere sacrificata sull’altare di un’energia “verde” che, senza un’adeguata pianificazione e senza soluzioni reali, rischia di diventare un ulteriore motivo di danno e di conflitto.. La loro superficialità e la mancanza di proposte concrete di mitigazione dimostrano che il progetto non può essere autorizzato, perché rappresenta un rischio reale e immediato per la salute, l’ambiente, il paesaggio e la qualità di vita dei cittadini di Guglionesi. È fondamentale che le autorità e la comunità si oppongano a questa iniziativa, chiedendo che vengano adottate tutte le misure di tutela necessarie e che si privilegi un modello di sviluppo sostenibile, rispettoso del territorio e delle sue risorse.

Infine, si evidenzia che, a seguito delle integrazioni presentate dalla società CUBICO S.R.L., gli abitanti di Guglionesi e le altre parti interessate hanno ancora la possibilità di presentare ulteriori osservazioni entro il 16 settembre 2025. È opportuno che questa occasione venga sfruttata in modo attivo e consapevole, per far emergere che la tutela del territorio, della salute pubblica e del patrimonio archeologico e paesaggistico devono prevalere su interessi di natura esclusivamente economica e industriale, che si limitano a dichiarazioni di conformità e a rassicurazioni prive di fondamento.

Comunicato stampa a cura di Antonio Di Pasquale

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