Nel 2024, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) ha ricevuto un finanziamento di circa 136 miliardi di euro, destinati a coprire stipendi, acquisto di attrezzature mediche, manutenzione delle strutture ospedaliere e fornitura di farmaci. Tuttavia, nonostante queste ingenti risorse, il sistema sanitario continua a mostrare gravi criticità, in particolare riguardo alla carenza di personale, ai tempi di attesa e alla gestione delle risorse economiche.
Un fenomeno particolarmente significativo a livello nazionale è quello dei medici a “gettone” e le sue implicazioni sulla carenza di personale sanitario.
Per sopperire alla cronica carenza di personale, molti ospedali italiani fanno ricorso ai medici a gettone, liberi professionisti assunti tramite cooperative per coprire turni, spesso in reparti critici come il pronto soccorso.
Questi medici sono pagati a prestazione e possono percepire tra i 60 e i 150 euro l’ora, con tariffe ancora più alte nei periodi festivi.
Alcuni di loro scelgono le destinazioni in base alle tariffe più vantaggiose, spostandosi da una regione all’altra come veri e propri “rappresentanti” della medicina.
Questo sistema è estremamente costoso. Secondo un rapporto dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), tra il 2019 e il 2023 i medici e infermieri “a gettone” sono costati al SSN (servizio sanitario nazionale) 1,7 miliardi di euro, una cifra che avrebbe permesso di assumere circa 34.000 medici ospedalieri.
Un medico a gettone può arrivare a guadagnare fino a 1.800 euro per un turno di 12 ore, mentre un medico ospedaliero con contratto fisso guadagna circa 52 euro l’ora.
Questa disparità crea un sistema insostenibile e mina la qualità delle cure, soprattutto perché molti medici “gettonisti” non possiedono le qualifiche specifiche richieste per i reparti in cui operano, e non è impossibile ad esempio trovare un Dentista a dirigere un pronto soccorso.
La situazione genera frustrazione tra i medici dipendenti, che si trovano a lavorare in condizioni più stressanti, percependo stipendi inferiori e accumulando arretrati di ferie.. costringendo molti a licenziarsi e passare al privato o cooperative. (E spesso per lo stesso motivo i bandi vanno deserti)
Inoltre, l’assenza di un prezziario uniforme per queste prestazioni ha innescato una vera e propria “asta” tra le regioni, con rialzi continui per accaparrarsi il personale sanitario.
Come ha dichiarato il presidente dell’ANAC Giuseppe Busia:
> “𝑰 𝒎𝒆𝒅𝒊𝒄𝒊 𝒂 𝒈𝒆𝒕𝒕𝒐𝒏𝒆 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏 𝒇𝒆𝒏𝒐𝒎𝒆𝒏𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒗𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒍’𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒆𝒔𝒔𝒆 𝒑𝒖𝒃𝒃𝒍𝒊𝒄𝒐. 𝑬̀ 𝒏𝒆𝒄𝒆𝒔𝒔𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒍 𝒎𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒓𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑺𝒂𝒍𝒖𝒕𝒆 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒗𝒆𝒏𝒈𝒂 𝒑𝒆𝒓 𝒔𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒈𝒓𝒖𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒆𝒊 𝒑𝒓𝒆𝒛𝒛𝒊.”
Anche Guido Bertolaso assessore al welfare della regione Lombardia ha definito il sistema dei medici gettonisti come:
“𝙡𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙜𝙤𝙜𝙣𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙖𝙣𝙞𝙩𝙖̀ 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖”.
Tuttavia, queste parole sembrano eccessivamente dure nei confronti di professionisti che non sono i responsabili di questo ” sistema “…e senza dimenticare che proprio la Lombardia è la regione che ha speso più fondi per i medici a gettone .
In Molise, la situazione è ancor più complessa visto il commissariamento da 15 anni.
Nonostante la carenza di personale, la regione ha fatto un uso molto limitato dei medici a gettone..magari per altre scelte o molto più probabilmente a causa del commissariamento e di un potere d’acquisto inferiore rispetto ad altre regioni ( aggiunti alla nostra situazione finanziaria che tutti conoscono)
Nel frattempo…i debiti continuano a crescere, al punto che risulta difficile anche quantificarli.
Recentemente, la proposta di delegittimare i debiti accumulati dai commissari , è stata respinta dalla maggioranza del consiglio regionale, lasciando la regione in una situazione preoccupante.
Ora sarà fondamentale capire quali soluzioni verranno adottate per evitare il collasso.
𝗨𝗻 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗳𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮…
𝗹𝗮 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮’ 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗮 𝘀𝘁𝗮 𝗹𝗲𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗲 𝗳𝗮𝗹𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶, 𝘁𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗶 𝗲, 𝘁𝗮𝗹𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶 “𝗼𝗰𝗰𝘂𝗹𝘁𝗶”.
𝗟’𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗮 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗼𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶ta‘ 𝗺𝗮 𝗮𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗱 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗼𝘀𝘀𝗼: 𝗹𝗲 𝘁𝗮𝘀𝘀𝗲 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼, 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶 𝗽𝗲𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗮𝗻𝗼.
𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗼𝗹𝗼 𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼𝘀𝗼 𝘀𝘁𝗮 𝗮𝗹𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗳𝗶𝗱𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗶𝗹𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶.
Comunicato stampa del 4-12-24





