Requiem per il Tratturo Centurelle–Montesecco “le pecore passano, l’acqua scorre, il tratturo muore in silenzio”

Il Tratturo Centurelle–Montesecco, bene demaniale tratturale tutelato con D.M. 15/06/1976, vincolato ai sensi dell’art. 142 lett. h) del D.Lgs. 42/2004 e classificato dal PTPAAV n. 1 come area A2C con tutela A1 (cioè zona “vietata alle infrastrutture”), può considerarsi ufficialmente morto.

Non ucciso da una legge, non da un decreto, ma da una “variante in corso d’opera non sostanziale”, presentata a posteriori come alibi legale per ciò che non poteva essere autorizzato in alcun modo.

Capitolo 1 – E-Distribuzione e l’arte di trasformare l’abuso in poesia burocratica

Con istanza prot. Regione Molise n. 142669 del 03/10/2025, E-Distribuzione S.p.A. chiede di regolarizzare la linea MT 20 kV – ID pratica 328276170, dichiarando testualmente:

“Il sostegno n. 5, per necessità dovute alla presenza di uno scolo d’acqua, sarà posizionato all’interno dell’area del Tratturo Centurelle–Montesecco, censita al Fg. 1 Mapp. 62. Tale posizionamento non determinerà impedimenti al passaggio del bestiame da pascolo né pregiudicherà le lavorazioni agricole del fondo e il deflusso dell’acqua.”

In pratica:

  • le pecore passano,
  • l’acqua scorre,
  • i trattori lavorano,
  • il tratturo muore in silenzio.

Un abuso gentile, un’occupazione educata, un’infrazione a impatto zero, almeno finché nessuno guarda la mappa catastale o il Codice dei beni culturali.

Dettaglio irrilevante secondo la narrazione aziendale: il palo era già piantato, il tratturo già invaso, in totale difformità dalla Determinazione Dirigenziale Regione Molise n. 3088 del 20/06/2023, che vietava qualsiasi infrastruttura nel suolo tratturale.

La variante non serve a modificare un’opera: serve a scrivere dopo la guerra che la guerra non c’è stata.

Capitolo 2 – La Soprintendenza: “vietiamo… ma lasciamo stare”

La Soprintendenza ABAP Molise, con parere prot. n. 12430 del 20/11/2025, firmato dalla Soprintendente Dott.ssa Dora Catalano, chiarisce:

  • i pali devono stare fuori dal suolo tratturale;
  • il sostegno n. 5 è vietato installarlo sul suolo tratturale;
  • il PTPAAV vieta l’uso infrastrutturale nelle aree tratturali.
  • Traduzione per chi non parla burocratese: quel palo è illegale.

Eppure:

  • la linea è già costruita e funzionante;
  • alimenta un impianto fotovoltaico estraneo all’autorizzazione originale;
  • nessuno fa niente.

Archeologia protetta, legalità sospesa.

Capitolo 3 – La Regione Molise: l’abuso come esercizio di fantasia amministrativa

Il Servizio Programmazione Politiche Energetiche della Regione Molise, con nota prot. n. 4930 del 14/01/2026, firmata dal Dirigente Dott. Gaspare Tocci, completa il quadro.

Pur avendo:

  • un parere della Soprintendenza che certifica l’illegittimità del sostegno nel tratturo;
  • una denuncia dettagliata sulle difformità;
  • un procedimento pendente sugli usi civici davanti al Commissario di Napoli;

la Regione ritiene “necessario e non recessivo” procedere con la verifica della variante non sostanziale, come se:

  • un’opera già realizzata potesse diventare legittima ex post;
  • un abuso su bene demaniale potesse essere “valutato” invece che rimosso;
  • la tutela paesaggistica fosse subordinata alla comodità del cantiere.

Il tutto fingendo di non cogliere che il parere della Soprintendenza non apre alla variante, ma certifica l’abuso.

In pratica: l’abuso non è abuso finché non si decide di chiamarlo tale.

Capitolo 4 – L’impianto fantasma: a cosa serve davvero questa linea?

La linea MT 20 kV:

  • non serve l’impianto fotovoltaico da 2 MW da realizzarsi sulla discarica comunale di Guglionesi;
  • serve un altro impianto estraneo all’autorizzazione;
  • perde ogni nesso funzionale con la D.D. n. 3088/2023.

Nasce così una nuova regola non scritta del diritto amministrativo molisano:

Un’opera abusiva non è abusiva se non è conclusa, non è in esercizio, e si dichiara pronta a essere modificata dopo aver violato la legge.

Il sostegno n. 5 non è quindi un abuso:

è un’anticipazione, una bozza in ferro e cemento, una violazione reversibile, finché qualcuno non trova il coraggio di chiamarla col suo nome.

Epilogo

Il palo resta dov’è.

Il tratturo aspetta.

La legge osserva.

E le pecore, ignare, continuano a passare accanto a un’infrastruttura che non esiste giuridicamente, ma occupa perfettamente il territorio reale.

Conclusione – Esequie amministrative

Il Tratturo Centurelle–Montesecco non è stato violato per errore: è stato sacrificato consapevolmente:

  • da E-Distribuzione, che costruisce e poi cerca di legittimare;
  • dalla Soprintendenza, che vieta ma non rimuove;
  • dalla Regione, che tratta un abuso demaniale come una “questione tecnica da valutare”.

In attesa dell’epitaffio ufficiale, si suggerisce di aggiornare la cartografia regionale:
non più tratturo storico, ma corridoio elettrico a discrezione amministrativa.

Perché, a quanto pare, in Molise l’unica cosa davvero non sostanziale è la legalità.

Comunicato stampa a cura di Antonio Di Pasquale

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