Termoli: dilaga la pesca di frodo nonostante numerose segnalazioni di associazioni e pescatori sportivi

La pesca di frodo di notte è illegale in Italia, poiché è generalmente permessa da un’ora prima dell’alba a un’ora dopo il tramonto, e pescare di notte rientra nel  bracconaggio, un’attività criminale punibile con sanzioni severe, specialmente in aree protette, e viola le normative che proteggono la fauna acquatica e gli ecosistemi, spesso usando metodi illeciti come reti proibite o esplosivi. 

Termoli: è quello che accade lungo la costa molisana da oltre 10 anni, senza alcuna miglioria e mancati interventi da parte degli organi di competenza che spesso rispondono quasi ad ogni segnalazione: “al momento non abbiamo pattuglie a disposizione”… o nella peggiore delle ipotesi: il segnalatore attende sul posto a suo rischio e pericolo in attesa di una pattuglia che non arriverà mai! Questa è la realtà nuda e cruda della costa molisana… altro che “bandiera blu e verde”! È terra di pesca di frodo attrezzata da reti da posta illegali ( sotto costa), lampade e fiocine spesso utilizzate da individui provenienti dalle regioni limitrofe, quali Puglia e Campania che ormai distrutti per sempre i loro ecosistemi marini, sono “obbligati” a fare tappa proprio qui “a casa nostra”.

Perché è illegale:

Orari Vietati: La pesca notturna è spesso esplicitamente vietata dalle leggi regionali e nazionali sulla pesca, che stabiliscono fasce orarie di attività.

Violazione Normativa: Si compie un reato penale, specialmente in riserve e parchi, con conseguenze legali e multe salate, come sottolineato da enti come il Parco della Maremma.

Metodi Illeciti: Spesso si associa a tecniche di pesca proibite (es. esplosivi, reti non autorizzate, luci abbaglianti) che danneggiano indiscriminatamente specie protette e habitat. 

Conseguenze:

Sanzioni Penali: Multe salate, sequestro delle attrezzature e, in casi gravi, procedimenti penali.

Danno Ambientale: Impatto negativo sulla biodiversità, decimazione di stock ittici, distruzione di habitat fluviali e marini. 

In sintesi: La pesca di frodo di notte non è un’attività amatoriale innocua, ma un atto illegale che danneggia l’ambiente e viene sanzionato pesantemente, a differenza della pesca sportiva legale, che rispetta orari, specie e metodi. 

Vi alleghiamo un un ampio approfondimento di Nicola Norante, presidente del Gruppo Molisano Studi Ornitologici:

Il riccio di mare ed il polpo: due specie a rischio per colpa della pesca abusiva

Il bracconaggio notturno e la carenza di controlli stanno svuotando i nostri fondali. Se non si interviene subito, il collasso dell’ecosistema sarà irreversibile.
Il mare Mediterraneo e con esso l’Adriatico che è un buon mare chiuso sta lanciando un grido d’aiuto che troppo spesso rimane inascoltato sotto la superficie dell’acqua.
Al centro di questa crisi ci sono due protagonisti della biodiversità marina e della tradizione culinaria locale: il riccio di mare (Paracentrotus lividus) e il polpo comune (Octopus vulgaris). Entrambi sono oggi vittime di un prelievo indiscriminato che ignora fermi biologici, taglie minime e legalità.
L’oro nero dei fondali: la strage dei ricci
Il riccio di mare non è solo una prelibatezza per il palato; è un regolatore fondamentale degli ecosistemi rocciosi. Alimentandosi di alghe, impedisce che queste soffochino le scogliere, mantenendo l’equilibrio necessario alla vita di altre specie.
Tuttavia, la domanda di polpa di riccio è esplosa, alimentando un mercato nero florido.
I bracconieri agiscono spesso indisturbati nelle ore notturne, raccogliendo migliaia di esemplari in poche ore , ben oltre i limiti consentiti dalla legge (che per i pescatori sportivi è solitamente fissato a 50 esemplari). In molte regioni, come la Sardegna e la Puglia, si è già giunti a blocchi temporanei della pesca per evitare l’estinzione commerciale della specie, e questo ha dilagato il problema in altre regioni, ma senza una vigilanza costante, i divieti restano “grida nel deserto”.
Il polpo e l’ombra del bracconaggio notturno
Se il riccio soffre per la quantità, il polpo soffre per il metodo. Il bracconaggio notturno è una piaga che colpisce questa specie proprio nel momento di massima vulnerabilità. Utilizzando potenti torce subacquee, i bracconieri paralizzano i polpi che escono dalle tane per nutrirsi, rendendoli facili prede.
A questo si aggiunge la piaga della pesca di esemplari “sotto taglia”. La cattura di polpi giovanissimi impedisce alla specie di raggiungere l’età riproduttiva, interrompendo il ciclo vitale e portando a un drastico calo delle popolazioni locali.
Le cause del declino: mancanza di controlli e impunità
Il titolo del problema è chiaro: la mancanza di controlli. Le autorità marittime, nonostante l’impegno profuso, si trovano spesso a gestire aree vastissime con risorse limitate. Il bracconaggio avviene prevalentemente:

  • Di notte: sfruttando l’oscurità e la scarsa sorveglianza delle coste.
  • In aree protette: dove la densità di fauna è maggiore e il guadagno illecito più alto.
  • Senza tracciabilità: alimentando ristoranti e mercati compiacenti che acquistano prodotto illegale a prezzi ridotti.

“Il mare non è una risorsa infinita. Estrarre senza dare il tempo alla natura di rigenerarsi significa condannare le generazioni future a un deserto blu.”

Cosa si può fare?
Per invertire la rotta non bastano nuove leggi, serve una strategia integrata:

  • Potenziamento della sorveglianza: Utilizzo di droni e sistemi di monitoraggio satellitare per intercettare le imbarcazioni sospette nelle ore notturne.
  • Sanzioni esemplari: Non solo multe, ma sequestro dei mezzi e sospensione delle licenze per chi alimenta il mercato nero.
  • Consumo consapevole: I consumatori devono imparare a rifiutare prodotti privi di etichettatura o pescati fuori stagione. Se la domanda cala, il mercato illegale perde forza.
    Conclusione
    Il riccio e il polpo sono i simboli di una lotta più grande per la sopravvivenza del mare. Se non saremo in grado di proteggerli dalla pesca abusiva e dall’avidità del bracconaggio, perderemo non solo un pezzo della nostra economia e cultura, ma un pilastro insostituibile della salute del nostro pianeta.

Consulenza Scientifica a cura di Nicola Norante

Ezio Varrassi

In foto vi mostriamo le ultime segnalazioni risalenti a Maggio 2025 proprio nel cuore di Termoli: al di sotto del borgo antico in corrispondenza del litorale nord.

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