Una ragazza al servizio dei bagnanti

Bagnina a tempo di record! Antonia, diciannovenne di Peschici, appena compiuti i sedici anni, ha frequentato e superato con successo due corsi, conseguendo i relativi brevetti. Il primo era il corso base per l’assistenza ai bagnanti, a cui è seguito il BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) e ha regolarmente rinnovato entrambi. Così ha avuto la possibilità di lavorare in spiaggia, non solo come ragazza seduta alla torretta che vigila e previene i pericoli, ma anche per intervenire con tempestività e far rispettare le regole che tutelano la sicurezza dei bagnanti.

Io l’ho conosciuta lo scorso giugno durante la mia vacanza a Peschici. Al mattino giungeva al lavoro con casco e in sella alla sua KTM. Antonia ha conseguito la licenza liceale e ha preso il cosiddetto “anno sabbatico” per riflettere sul futuro corso di laurea da intraprendere. Nel frattempo, ha continuato a coltivare la sua passione per il mare e ha realizzato il sogno di acquisire la qualifica che le avrebbe permesso di lavorare in spiaggia.

Mi ha detto che è un lavoro molto ricercato dagli operatori balneari di tutta Italia, non essendo una figura alla quale i giovani si appassionano, probabilmente per la difficoltà nell’ottenere i brevetti. Lei ha molto faticato per raggiungere i risultati che sono stati frutto di impegno, costanza e forte senso di responsabilità. Il bagnino, infatti, ha come principale compito quello di garantire la sicurezza di tutte le persone, sia sulla spiaggia che in mare. Purtroppo molto spesso i bagnanti si comportano male nei confronti dei bagnini.

A maggior ragione quando si tratta di una donna. Lei spesso non viene presa in grande considerazione ed è costretta a essere un po’ più brusca quando si contravviene alle regole della balneazione. Si attacca la fischietto con insistenza intimando agli indisciplinati di uscire dall’acqua. Mi ha raccontato anche di un intervento complicato che ha vissuto lo scorso anno. Era una giornata con mare fortemente agitato e un anziano si era sentito male in acqua.

Probabilmente aveva avuto un infarto. Il figlio si precipita in soccorso del padre e lei, da sola in quel momento, ha dovuto buttarsi e mettere in salvo prima il ragazzo, portandolo a riva. Successivamente ha aiutato i soccorritori a raggiungere l’anziano per fornirgli le cure necessarie e per stabilizzarlo.

Alla mia domanda sul compenso che riceve un bagnino, lei risponde che molto spesso non è adeguato alle ore di lavoro. Un mestiere che richiede competenza, preparazione fisica e attenzione massima, va adeguatamente ricompensato, anche perchè è assai stancante. Stare in spiaggia dalle 8 alle 19 non è facile, specialmente se affollata e con le temperature roventi. Ma lei lo consiglia ai giovani perché la fatica e il sudore vengono ripagate dal contatto umano e dalla conoscenza di tante persone di diversi paesi, con le quali confrontarsi e arricchire il proprio bagaglio culturale.

Sono stata felice di conoscere Antonia e sono contenta del suo lavoro, specialmente dopo aver assistito a un soccorso a un giovane uomo che giocava con figlio in acqua. Ella e gli altri bagnini del posto hanno fatto l’impossibile per rianimarlo. Anche il 118 e l’elisoccorso sono giunti in tempi rapidi, ma purtroppo tutto ciò non è bastato per salvargli la vita. Porterò sempre impressa nella mente e nel cuore l’immagine del volto affranto di Antonia, Rocco e degli altri soccorritori quando hanno capito che non c’era più nulla da fare.

Comunicato stampa a cura di Mariarosaria Di Renzo

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