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30 studenti della scuola media M.Brigida alla scoperta delle bellezze del borgo antico

Prof.essa Angela del Vecchio: La bellezza salverà il mondo! Questa frase di letteraria memoria è quella che identifica al meglio le attività del Modulo “Educare alla bellezza per imparare la convivenza” (Progetto PON/FSE “Arte, Paesaggio, Cittadinanza”), modulo attivato nella scuola media Brigida, a cui partecipano 30 studenti delle classi seconde e terze. Dopo l'incontro con l'associazione ambientalista Termoli Wild e la riscoperta del territorio in cui viviamo, grazie all’interessante incontro con Ezio Varrassi, Enrico Mascilongo e Antonio Caprara presidente della Wild Life School (incontro avvenuto lo scorso 27 marzo), altra tappa di scoperta e valorizzazione del territorio e dei suoi miti e leggende è stata quella di ieri, 3 Aprile, nel borgo antico della città. I ragazzi hanno incontrato la fotografa Gabriella Tutolo, che ha illustrato loro alcune tecniche basilari dell’arte fotografica, facendone apprezzare il valore estetico, sensoriale ed evocativo. Si dice che un’immagine vale più di tante parole, in quanto fa rivivere un momento della propria vita e rievoca sensazioni legate alla memoria. Nell’epoca dei selfie, è bello riscoprire il valore di uno “scatto” fotografico e quello che, a distanza di anni, susciterà. Altra grande scoperta è stato l’incontro con un vero e proprio “depositario” della “termolesità”, l’artista Enzo Botteri , che con i suoi racconti ha portato i ragazzi in un mondo parallelo di miti, leggende, verità e spiritelli. Dalla storia reale del sarto Filoteo (da lui conosciuto da bambino) che, nonostante l’estrema bravura nel suo mestiere, aveva un carattere talmente scontroso ed irascibile, tanto che dalla realtà si è sconfinati nella leggenda, dicendo che quando soffia forte il maestrale, nel vento si nasconda la sua voce burbera, alla mezza verità della campana di santa Caterina, riportata anche dallo storico termolese Carlo Cappella e legata all’epoca dalle incursioni saracene del sultano Pialj Pascià, nel XVI secolo. Ma la leggenda più caratteristica raccontata dal maestro Botteri,  sicuramente quella dei "mazzamarillë", spiritelli dispettosi che si divertivano a intrecciare la criniera dei cavalli e a saltare sul petto delle persone quando stavano per addormentarsi. Il maestro, bravissimo pittore, ha mostrato ai ragazzi la sua trasposizione pittorica del vicolo popolato dai "mazzemarillë", suscitandone lo stupore. Che siano miti, leggende, verità o mezze verità non ha importanza, in quanto fanno parte del patrimonio culturale della gente che li ha creati, e che nella narrazione ha mescolato fantasia e realtà, elementi sovrannaturali ed elementi reali, ed in ciò consiste il loro valore e la loro bellezza, in quanto sono segno di ricchezza che dobbiamo affidare alle nuove generazioni, educandole proprio al senso del bello.

Ezio Varrassi: molte volte il nostro operato tende ad essere ignorato da chi, invece, dovrebbe prenderci in considerazione e puntare sulla nostra devozione, attaccamento alla terra, alla partecipazione sociale e al lavoro che quotidianamente svolgiamo sul territorio. Non riceviamo soldi pubblici e tutto quello che siamo riusciti a fare e che abbiamo in progetto per la nostra amata Termoli è merito solo dei cittadini, degli imprenditori e degli amici che ogni giorno ci sostengono e tifano per noi. Non mi stancherò mai di dire che Termoli ed il basso Molise ha già tutto per poter ripartire... Signori che comandate il destino della nostra città e per quelli che verranno: accantonate i grandi progetti e fate rinascere le meraviglie che già abbiamo! Intanto abbiamo scelto di educare ed informare correttamente i giovani che sono il futuro della nostra società e che meritano un ambiente ed un un posto migliore in cui vivere! Prossima tappa accompagneremo i ragazzi della scuola media M.Brigida alla scoperta delle meraviglie della pineta di Petacciato marina, con la collaborazione dell'associazione  Wild Life School di Antonio Caprara e con l'associazione ambientalista Termoli Wild continuate a seguirci...

di Ezio Varrassi