Ponzano (cerealicoltore e allevatore piemontese, presidente dell‘Associazione Agricoltori Autonomi del Piemonte) e Adriano Noviello(allevatore bufalino del casertano, dirigente della Federazione degli Allevatori di Altragricoltura) hanno portato le testimonianze su quanto grandi siano i rischi per la piccola e media impresa dei diversi settori produttivi e nei diversi territori italiani dall’applicazione dell’Accordo UE-Mercosur.
Ma i problemi non sono solo degli agricoltori e dei cittadino consumatori.
Francesca Petrini (presidente nazionale della CNA Agroalimentare) ha ben spiegato come tutta la filiera dell’agroalimentare subirà effetti negativi dall’applicazione dell’accordo. I trasformatori artigianali e i manipolatori del cibo dovranno fare i conti non solo con materie prime territoriali che saranno sempre meno disponibili (si pensi solo a quello che accadrebbe col riso, col miele o con le carni bianche ) ma, anche, con un generale abbassamento degli standard qualitativi e con i nuovi rischi all’orizzonte introdotti dai Nuovi OGM (le TEA) che già dal prossimo mese l’Europa vorrebbe imporre.
Maurizio Grosso (segretario confederale del sindacato di braccianti SIFUS CIAS) ha, infine, ricordato che: “sono due i settori produttivi che subiscono gli effetti dell’impatto con questo accordo, come con gli altri che non garantiscono standard di diritti adeguati: le imprese e i dipendenti di quelle imprese che perderanno il lavoro o che, per la pressione della crisi, vedranno restringersi ulteriormente le garanzie del salario. “Qui il problema non è essere contro il commercio, anzi, il problema è garantire quel lavoro che stiamo sempre più perdendo nelle campagne italiane”
Il confronto con gli eletti ha raccolto un consenso ampio e trasversale, consolidando un fronte politico deciso a dare battaglia nelle aule parlamentari.
Gaetano Pedullà, a nome del M5S ha annunciato di assumere pienamente l’atto di diffida, denunciando l’illegittimità dell’applicazione provvisoria del trattato senza il parere della Corte di Giustizia.
La Lega, con l’intervento di Isabella Tovaglieri, ha ribadito la necessità di proteggere le eccellenze del Made in Italy dalla concorrenza sleale, confermando l’appoggio alle iniziative del Comitato.
Cristina Guarda, per il gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea sottolineando l’importanza di tenere insieme la tutela dell’ambiente e il diritto a produrre, ha esortato gli agricoltori a continuare ed a lavorare insieme
L’incontro non è stato solo un momento di denuncia, ma l’indicazione per una fase di impegno nuovo anche raccogliendo le disponibilità degli Europarlamentari impegna il Comitato e le tante associazioni che lo compongono e si stanno aggiungendo a sviluppare ulteriormente la relazione con quanti, nelle istituzioni, decidono di confrontarsi con il movimento degli agricoltori che si stanno battendo contro la crisi piuttosto che continuare ad ascoltare le sirene delle lobbies.
Al termine dell’incontro, Gianni Fabbris, annunciando che nella prossima settimana il COMITATO #STOPUEMERCOSUR si incontra per definire l’agenda di ulteriori iniziative, commenta: “La risposta della politica in questi giorni è stata positiva. Abbiamo raccolto analisi e proposte su cui siamo impegnati affinché diventino azioni concrete. Non permetteremo che l’agricoltura europea venga sacrificata sull’altare degli interessi delle multinazionali. La nostra mobilitazione continuerà, dentro e fuori le istituzioni. Primo obiettivo è chiedere conto alla Commissione Europea di quale democrazia parla se poi tradisce il voto del Parlamento per garantire gli interessi delle lobbies?”
Ufficio stampa Altragricoltuta







