Il riconoscimento assegnato in occasione della tappa di Bergamo della dodicesima edizione del Festival ideato da Antonello Barone. Al centro delle motivazioni il contributo alla ricerca, all’innovazione e all’autonomia tecnologica ed energetica dell’Europa Foto: Roberto Cingolani con il premio e Antonello Barone – Ideatore del Festival del Sarà.
È Roberto Cingolani, fisico, accademico, già ministro della Transizione ecologica e già amministratore delegato di Leonardo, il primo destinatario del Premio Sarà, il riconoscimento istituito dal Festival del Sarà – Dialoghi sul futuro per valorizzare personalità che hanno contribuito ad aprire nuove prospettive sul domani. Il premio viene conferito in occasione della tappa di Bergamo della dodicesima edizione del Festival, ideato da Antonello Barone, in programma oggi nella sede del CIID – Copenhagen Institute of Interaction Design, nel Monastero di Astino. La giornata prevede panel e incontri dedicati a geopolitica, difesa, energia e identità, con particolare attenzione alle sfide che attendono l’Europa.
La prima edizione del riconoscimento, dedicata a chi ha dato forma al futuro, premia il percorso professionale e istituzionale di Cingolani e il suo contributo al dibattito sull’indipendenza strategica europea. Come si legge nelle motivazioni, il premio viene assegnato “a Roberto Cingolani, fisico, accademico, uomo di governo e d’industria, che ha attraversato la ricerca, lo Stato e l’impresa portando ovunque la stessa convinzione: che la libertà di un popolo comincia dalla sua capacità di non dipendere”.
Il riconoscimento sottolinea in particolare il legame tra autonomia politica, capacità tecnologica e sicurezza energetica. In uno scenario internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche, dalla competizione sulle tecnologie strategiche e dalla dipendenza da risorse e infrastrutture esterne, il percorso di Cingolani viene indicato come esempio di una visione nella quale la sovranità rappresenta una condizione concreta per garantire la libertà e la tenuta delle democrazie.
È questo anche il tema centrale del nuovo triennio di riflessioni del Festival del Sarà: la necessità di costruire un’Europa capace di governare le proprie fonti energetiche, le reti e il patrimonio scientifico e tecnologico. Una prospettiva che interpreta la sovranità non come contrapposizione ad altri Paesi, ma come strumento per tutelare l’autonomia decisionale e i valori delle democrazie liberali. “A lui, che ha fatto della competenza una forma di servizio e della scienza una grammatica del futuro, il Festival del Sarà dice grazie e affida il compito di aprire il cammino di chi, negli anni a venire, riceverà questo stesso riconoscimento” concludono le motivazioni del premio.
Ufficio stampa Festival del Sarà
Alessandro Ricci






