Cepagatti: tra il dire e il non dire, la falda potenzialmente inquinata. Cittadini scoprono nel 2026 il rischio ambientale del 2016

Un atto che non è un caso isolato: opacità, chiusura e negazione sistematica dei diritti dei residenti attorno alla Stazione Elettrica di Villanova.

La scoperta, avvenuta solo il 13 gennaio 2025 per puro caso, della pubblicazione della Determina comunale n. 199 del 21 agosto 2023 – con cui il Comune di Cepagatti ha chiuso un procedimento ambientale aperto nel 2016 per uno sversamento di olio dielettrico presso la Stazione Elettrica di Villanova – non rappresenta un episodio isolato, ma l’ennesima conferma di un atteggiamento amministrativo sistematicamente ostativo nei confronti dei residenti dell’area.

Un atteggiamento che, dal 2019 ad oggi, si è tradotto nella negazione o nel mancato rilascio di atti, informazioni e documentazione inerenti:
 ampliamenti e modifiche della stazione elettrica,
 opere realizzate o in corso in assenza di evidenti e conoscibili atti autorizzativi,
 impatti paesaggistici, ambientali e sanitari connessi a tali interventi.

Un atto “pubblicato” ma volutamente non comprensibile

La determina è stata resa pubblica con un oggetto altamente tecnico e criptico – “SITO CODICE PE9000851) 1) PRESA D’ATTO CHIUSURA PROCEDIMENTO AMBIENTALE CON ANNULLAMENTO COMUNICAZIONE DI POTENZIALE CONTAMINAZIONE 2) RICHIESTA CANCELLAZIONE DALL’ANAGRAFE ( DGR Abruzzo n. 59/2022)”
privo di qualsiasi riferimento comprensibile al luogo, alla natura dell’evento o alla presenza di un rischio ambientale pregresso.

Né il nome del sito (“Stazione elettrica di Villanova”), né l’indirizzo, né il riferimento allo sversamento del 2016 risultano immediatamente intellegibili; un oggetto incomprensibile che ha reso l’atto “invisibile” Un atto così confezionato non informa, non avvisa, non tutela. Rende l’informazione formalmente esistente ma sostanzialmente invisibile, impedendo di fatto ai cittadini di esercitare i propri diritti di conoscenza, partecipazione e tutela.

Una chiusura ambientale senza la popolazione

Di fatto, i cittadini direttamente interessati non hanno avuto alcuna possibilità concreta di comprendere che quell’atto riguardasse il luogo in cui vivono, né di esercitare i propri diritti di informazione, partecipazione o tutela. È inaccettabile che un procedimento ambientale durato sette anni, relativo a un sito industriale inserito
nell’elenco dei siti potenzialmente contaminati, sia stato chiuso:
 senza alcuna comunicazione alla popolazione residente,
 senza un avviso pubblico comprensibile,
 senza un confronto con chi vive quotidianamente accanto all’impianto.
La trasparenza ambientale non è un favore, ma un obbligo giuridico e morale.
I cittadini scoprono oggi una verità inquietante

I residenti dell’area apprendono oggi, con sgomento, di essere potenzialmente esposti non solo:
 all’inquinamento elettromagnetico,
 all’inquinamento acustico, ma anche a un potenziale rischio di contaminazione del suolo e delle falde acquifere, con possibili ricadute:
 sull’acqua,
 sui terreni,
 sul cibo che potrebbe arrivare sulle loro tavole, direttamente o indirettamente.
Questo aspetto, gravissimo, non è mai stato portato all’attenzione pubblica dal Comune, né nel 2016, né negli anni successivi, né al momento della chiusura del procedimento.

Un problema politico e amministrativo, non tecnico

Al di là delle valutazioni tecniche di ARTA, che fotografano una situazione attuale, resta un fatto politico-
amministrativo incontrovertibile: i cittadini vengono tenuti fuori da tutto.

Fuori:
 dalle informazioni,
 dalle decisioni,
 dalla possibilità di vigilare e difendere la propria salute.
Questo modo di procedere mina la fiducia nelle istituzioni locali e rafforza la percezione di un’amministrazione più attenta a chiudere procedimenti che a garantire diritti.

Basta opacità, servono risposte

I residenti chiedono con forza:
 chiarezza sugli ampliamenti della stazione elettrica e sui relativi titoli autorizzativi;
 accesso pieno e immediato a tutti gli atti ambientali e urbanistici;
 spiegazioni pubbliche su perché un atto così rilevante sia stato reso di fatto incomprensibile;
 il rispetto del diritto fondamentale alla salute e all’informazione.
La trasparenza non si misura con i protocolli, ma con la possibilità reale dei cittadini di sapere cosa accade nei luoghi in cui vivono. E a Cepagatti, attorno alla Stazione Elettrica di Villanova, questo diritto continua ad essere negato.

Antonio Di Pasquale

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