Dalla poesia alla divulgazione dell’arte contemporanea, dalla comunicazione culturale alla curatela, fino a una ricerca visiva ancora riservata, incentrata sul disegno e sull’archetipo del vaso. Il percorso di un autore che ha attraversato linguaggi diversi e che oggi si interroga sul significato di esporsi in prima persona.
Davide Uria, nato a Trani nel 1987, è poeta, scrittore, illustratore, docente e autore di testi critici. Si è formato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, dove ha conseguito il diploma accademico con il massimo dei voti. Nel corso degli anni ha sviluppato un percorso professionale che intreccia scrittura, arti visive, comunicazione e progettazione culturale.
Il suo esordio letterario risale al 2010 con A cosa serve un cuore?, raccolta ripubblicata nel 2012 da Edizioni Pavone. Seguono Vieni a cercarmi (2016), Trame d’assenza (2017), Panacea. Al di là dell’abisso (2020), realizzato con le illustrazioni di Mariateresa Quercia, Non mi vedi (2023) e Oltre Tempo (2024). Nello stesso anno pubblica Lucio Fontana spiegato a mia nonna: perché i tagli sono opere d’arte, un libro che affronta la storia dell’arte contemporanea con un approccio divulgativo e ironico. Nel 2025 escono Sopravvivere a un museo d’arte contemporanea e Il mestiere di dimenticarti, raccolta poetica articolata in sei sezioni.
Accanto alla scrittura, Uria ha sviluppato un’attività nell’ambito della comunicazione visiva e culturale, collaborando con il MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e occupandosi di grafica, ufficio stampa e comunicazione per iniziative artistiche. Nel 2015 ha svolto attività come cultore della materia in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Dal 2018 al 2026 ha insegnato disegno e storia dell’arte all’Università della Terza Età di Trani, affiancando all’insegnamento esperienze laboratoriali e progettuali.
Il suo percorso curatoriale comprende Minuscule (2012) e Collateral Identity (2019), entrambe a Palazzo Palmieri di Trani, oltre alla mostra dedicata a Paolo Gubinelli presso la Biblioteca Comunale Giovanni Bovio nel novembre 2025. Nel 2026 ha firmato il testo critico per la collettiva La moglie del pescatore e curato l’allestimento e il testo critico di Complexity Twenty Five, progetto espositivo di Francesco Porcelli nell’ambito dei Dialoghi di Trani.
Oggi, dopo avere dedicato gran parte della propria attività pubblica alla scrittura e alla mediazione culturale, Uria sta tornando a concentrarsi sul disegno. Al centro della sua ricerca ci sono la carta, il colore e una serie di vasi immaginari, deformati, accumulati e organizzati in pattern: reperti di una civiltà senza data, oggetti che sembrano custodire qualcosa senza rivelarlo.
Cosmonauta comunicazione
La formazione e le prime esperienze:














