C’è un nuovo nome che sta iniziando a circolare con sempre maggiore insistenza tra gli appassionati e gli osservatori del settore vitivinicolo italiano: Nuova Cliternia.
Piccola, coesa, autentica. Un luogo che, con la prima edizione di EnoCliternia 2025, ha dimostrato che anche i territori considerati “minori” possono diventare fari di innovazione, identità e visione.
Un convegno che ha dato voce al futuro del vino
La due giorni si è aperta con un convegno che ha messo subito in chiaro la portata dell’iniziativa.
Esperti come Emanuele Rossini della cantina Ruffino, Francesco Sorelli presidente del consorzio Chianti Rufina ed il già giornalista RAI Fabio Zavattaro hanno affrontato temi decisivi per le evoluzioni del settore come la necessità di fare rete per competere, la rivoluzione in corso nella comunicazione digitale, la valorizzazione dei vitigni autoctoni come leva identitaria ed il passaggio dal “produrre vino” al “creare la cultura del vino”. Un dialogo intenso, che ha mostrato come Nuova Cliternia si stia posizionando in un contesto nazionale con idee solide e una sorprendente maturità progettuale.
Le istituzioni in prima linea
A dare forza all’evento è stata anche la presenza delle autorità regionali e nazionali. Il Senatore Costanzo Della Porta, il Presidente della Regione Molise Francesco Roberti, il Presidente del Consiglio Regionale Quintino Pallante, l’Assessore regionale Michele Marone, il Vicepresidente del Consiglio Regionale Vittorino Facciolla e i delegati del Sindaco Vincenzo Norante hanno sottolineato , con la loro partecipazione , quanto questo territorio meriti attenzione e sostegno. Fondamentale anche la presenza operativa dei Carabinieri e della Polizia Municipale, preziosi per garantire ordine e accoglienza a una comunità in festa.
La botte solidale e la festa
Uno dei momenti più significativi della manifestazione è stato il riempimento della barrique solidale, un gesto corale che ha dato il via alla festa nella grande tendostruttura allestita in piazza Madonna Grande. Un luogo protetto e accogliente, reso necessario dalle condizioni meteo, ma che si è trasformato in un vero salotto del gusto: vino, gastronomia locale, musica jazz live e un’atmosfera vibrante che ha coinvolto centinaia di persone. I numerosi visitatori accorsi per l’evento hanno avuto la possibilità di degustare i vini delle cantine Di Majo Norante, Tenute Marta Rosa, Casale Madonna grande, Di Vito ,Cantina Cliternia e Borgo di Colloredo.
Un vigneto comunitario che insegna e unisce
Tra i passaggi più innovativi dell’evento, la piantumazione del primo vigneto comunitario di Italia, un progetto che parla di educazione alla terra, partecipazione e futuro. La benedizione del vigneto ha dato una dimensione profonda a un gesto collettivo che ha coinvolto bambini, giovani, adulti e anziani, custodi preziosi del sapere contadino. Un esempio virtuoso, destinato a diventare un simbolo di Nuova Cliternia e una best practice replicabile altrove.
La forza silenziosa della comunità
Parte del merito va alla grande collaborazione che ha sostenuto l’evento: associazioni, cittadini, volontari, tecnici, realtà locali e figure di riferimento come Don Antonio Mastantuono, che con la sua presenza culturale e spirituale ha contribuito a creare armonia e partecipazione. Un evento inclusivo, capace di unire generazioni diverse: dai ragazzi più giovani, entusiasti e curiosi, fino agli anziani, portatori di memoria ed esperienza.
Nuova Cliternia, un luogo che non si limita a seguire la tradizione: la sta riscrivendo
Questa edizione di EnoCliternia ha rivelato qualcosa di più ampio: Nuova Cliternia non è solo un territorio che produce vino, ma un territorio che sta producendo futuro. Un laboratorio sociale, culturale ed enologico che oggi entra ufficialmente nella mappa delle realtà italiane da osservare con attenzione. Perché il vino, qui, è prima di tutto un modo per stare insieme. Ed è proprio da questo che nascono le storie più belle.
Comunicato stampa del 03-12-25 LORIS ANTENUCCI <lorisantenucci@outlook.com>





