La rimozione del sostegno n. 5 dal Tratturo Centurelle–Montesecco da parte di E-distribuzione S.p.A. non rappresenta un semplice intervento tecnico, ma un passaggio che riporta al centro una criticità mai davvero affrontata nei territori di Guglionesi e Montecilfone, dove il demanio storico tratturale continua a essere interessato da occupazioni e interventi infrastrutturali di forte impatto.
Per mesi cittadini, tecnici e residenti hanno segnalato con continuità una situazione ritenuta incompatibile con i vincoli paesaggistici, archeologici e civici gravanti sull’area, in un contesto in cui l’attenzione istituzionale è stata percepita come tardiva rispetto alla delicatezza del bene coinvolto.
Oggi la rimozione del sostegno conferma che le criticità evidenziate non erano mere contestazioni astratte, ma questioni concrete di coerenza tra opere realizzate e tutela del territorio. Tuttavia, l’intervento arriva solo dopo una lunga sequenza di segnalazioni e diffide, evidenziando un quadro amministrativo caratterizzato da ritardi e da una gestione non sempre lineare delle verifiche.
Il punto centrale non è soltanto la rimozione del manufatto, ma ciò che essa rende evidente: la distanza tra la qualificazione delle opere come infrastrutture di “pubblica utilità” e gli effetti effettivi sul territorio e sui beni collettivi. In tale contesto, l’intervento autorizzato nell’ambito della linea elettrica MT 20 kV, connessa (???) all’impianto fotovoltaico da realizzarsi sulla discarica del Comune di Guglionesi, oggetto di Autorizzazione Unica regionale, si inserisce in un quadro progettuale e autorizzativo che presenta profili di lettura non univoci quanto alle finalità complessive dell’intervento.
Ancora una volta, il territorio viene esposto a trasformazioni rilevanti mentre il costo paesaggistico e storico ricade interamente sulla collettività, senza un adeguato bilanciamento tra interessi pubblici dichiarati e tutela effettiva dei luoghi.
Dietro le iniziative che hanno portato agli accertamenti non vi sono interessi economici o vantaggi personali, ma la volontà di difendere un bene storico identitario progressivamente esposto a pressioni infrastrutturali che rischiano di comprometterne l’integrità.
Il Tratturo Centurelle–Montesecco non è un’area residuale, ma una infrastruttura storica della civiltà rurale, sottoposta a vincoli che ne impongono la conservazione integrale e non comprimibile.
La vicenda del sostegno n. 5 solleva ora interrogativi che non possono essere archiviati con una semplice rimozione materiale: quali verifiche sono state realmente svolte? Quali controlli hanno preceduto e accompagnato la realizzazione delle opere? E soprattutto, perché è stato necessario l’intervento diffuso di cittadini per ottenere ciò che avrebbe dovuto essere garantito ordinariamente dalle amministrazioni competenti?
I territori di Guglionesi e Montecilfone non possono continuare a essere interessati da interventi che incidono in modo irreversibile sul paesaggio senza un presidio amministrativo rigoroso, tempestivo e trasparente.
La rimozione del sostegno n. 5 non chiude la vicenda: la apre definitivamente sul piano della responsabilità. Ora è necessario accertare fino in fondo eventuali criticità autorizzative, difformità esecutive e omissioni amministrative, senza zone d’ombra e senza ulteriori rinvii.
Perché quando un tratturo viene occupato e poi “liberato” solo dopo contestazioni e denunce, non siamo davanti a una normalità amministrativa: siamo davanti a un sistema che deve essere interrogato fino in fondo.
Comunicato stampa a cura di Antonio Di Pasquale





