La prima educatrice professionale in poliambulatorio medico si chiama Cristina Pipoli. Un ponte che unisce pedagogia e medicina

Cristina Pipoli educatrice professionale, un CV vasto fatto di studi e Master formativi di alto livello oggi in qualità di Coordinamento Sanitaria è la prima educatrice italiana professionale che ha svolto un tirocinio formativo presso un poliambulatorio medico convenzionato con l’ASL di TO 5. In Italia per la prima volta si crea un ponte, un ponte che non vede più gli educatori agire solo nelle cooperative spesso sottopagati o svalutati professionalmente.

Cristina ha fondato la sua pagina fb intitolata “Diario di bordo salentino”, crea gemellaggi e progettazione artistici, culturali e culinari con vari artisti, autori di varie Regioni Italiane. Collabora saltuariamente ma da anni con lo stilista molisano Domenico D’Onofrio promuovendo nei suoi viaggi il Molise con i suoi sapori, colori e tradizioni.

Inarrestabile sta facendo nel frattempo il percorso per diventare giornalista, oggi è la redattrice del quotidiano online Leccecronaca il cui Direttore è Giuseppe Puppo, la sua giornalista preferita è Daniela Casciaro perché tratta tematiche ambientali ma anche da bravissima educatrice promuove una buona pedagogia del territorio che occupa anche il settore turistico non troppo intaccato e devastato dal marketing, mantenendo uno sguardo antropologico e autentico sulle vere tradizioni salentine.

Nella medicina si è incluso l’ascolto empatico, quello che porta giovamento ai pazienti. Un’iniziativa pionieristica che riprende i passi precedentemente iniziati dalla pedagogista Maria Montessori ma in una chiave storica odierna. In tempo di guerra e di crisi economica Cristina si forma e aggiunge un percorso innovativo in Italia.

Si unisce a tutto ciò una maggiore attenzione al settore delle malattie perché un’educatrice professionale con sguardo clinico ha più potenzialità di capire un eventuale sintomo che va approfondito, si unisce un turismo che crea maggiore inclusione, si crea un ascolto pedagogico dove c’è il disagio e una maggiore sensibilizzazione per la biodiversità.

<<La perdita di biodiversità a causa dell’inquinamento ambientale aumenta i fattori che portano a gravi malattie, spesso infettive. Se inquiniamo la biodiversità sia l’uomo e gli altri animali si indeboliscono. Questo comporta un aggravarsi degli ecosistemi e ne compromette la capacità di controllare la diffusione di patogeni vecchi o nuovi. Ringrazio il giornalista e la redazione per avermi dedicato questo spazio, per chiunque volesse fare un viaggio in Molise, consiglio di passare nel vicolo più stretto d’Italia a Rejecelle (Termoli) è largo solo 41 cm. Fa sempre parte del turismo esperienziale e rimangono vivi per sempre i ricordi di un bel territorio che ti ospita mentre fai i tuoi viaggi.>>

Ezio Varrassi

Ritratto di Domenico D’Onofrio

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