Riprendono le Carresi dopo lo stop pandemico, a Ururi trionfano i Giovani.

A Ururi, comune del basso Molise, il 3 maggio di ogni anno si svolge la Carrese in occasione delle festa religiosa che celebra il Legno della Santa Croce assunta a proteggere il paese.

Storicamente non si conoscono le origini della festa. IL Vescovo di Larino, Monsignor Tria, nelle sue memorie storiche dedicate alla sua diocesi e risalenti alla metà del 1700, non menziona in modo puntuale la festa di Ururi ma descrive per esempio la carrese di San Martino in Pensilis, forse perché quella di Ururi o non si teneva o non era collegata alla festività religiosa del paese. Per quanto riguarda il Legno della Croce, si sa solo che la stauroteca in cui è custodita la reliquia della Santa Croce apparteneva alla Famiglia Giammiro che poi la donò alla Parrocchia di Santa Maria delle Grazie.

Anticamente gruppi ristretti di paesani o famiglie organizzavano la corsa dei carri mettendo a disposizione le proprie masserie, fulcro del  lavoro agricolo, e i carristi erano gli stessi braccianti. Poi negli anni 60 furono introdotte due fazioni o partiti: Giovani e Giovanotti, rispettivamente bianco-celesti e giallo-rossi. Oggi tutti possono contribuire a mantenere il carro e l’organizzazione a cui fa capo, e la gara, dagli anni 70 con due anziché con quattro buoi, è diventata una corsa verso il traguardo che è la Via Commerciale, quella che porta alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Negli ultimi decenni si è poi aggiunto un terzo carro, quello dei Fedayn di colore giallo-verde che però quest’anno non ha potuto partecipare alla corsa per un inconveniente accorso nell’ultim’ora. Grande entusiasmo lo scorso 3 maggio dopo due anni di stop a causa della pandemia: un mare di tifosi o semplici spettatori hanno partecipato a quest’evento tanto atteso nella comunità ururese e in tutto il Molise, la seconda in ordine temporale dopo quella di San Martino in Pensilis svoltasi il 30 aprile, precedente a quella del lunedì di Pentecoste che si terrà a Portocannone il 6 giugno.

Emozionante la corsa vinta dal carro dei Giovani ma in realtà vinta da tutti per la ripresa di una tradizione riconosciuta quale Patrimonio immateriale d’Italia dall’Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia, sentita e vissuta con passione da quanti sono stati costretti a vedere fermi per un biennio questi carri colorati e senza buoi a causa del Covid-19.

Rossella De Rosa

Vedi video su Carrese di Ururi

Brano musicale: Il 3 di Maggio del gruppo Yllazët të rëgjënda di Ururi.

Foto e video di Rossella De Rosa

Si ringraziano per i contributi video Franca Adamo, Pinuccia Campofredano e Bruno Di Girolamo.

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